
Il caso della cosiddetta famiglia del bosco continua a essere al centro di un confronto tra amministrazione, operatori e difesa legale. I tre bambini del bosco, figli di Nathan e Catherine, si trovano da mesi in una casa famiglia a Vasto, dove sono stati accolti a partire dal 20 novembre 2025.
Dal punto di vista economico, la permanenza dei minori nella struttura sta comportando un impegno rilevante per il Comune di Palmoli. Per i mesi di gennaio e febbraio sono stati liquidati 14.396 euro, a cui si aggiungono 10.248 euro già corrisposti per novembre e dicembre. La spesa complessiva supera quindi i 24 mila euro, a copertura dell’accoglienza residenziale fino al 30 giugno, termine collegato alle risorse disponibili in bilancio.


Famiglia nel bosco: costi, accoglienza e risorse del Comune
Oltre alla gestione della permanenza dei minori nella comunità educativa, l’amministrazione locale ha predisposto una soluzione abitativa in vista di un possibile ricongiungimento. Alla coppia è stata assegnata gratuitamente una nuova abitazione in prossimità del campo sportivo di Palmoli, dotata dei servizi essenziali.
L’appartamento, arredato di recente, comprende due camere da letto, bagno, cucina e uno spazio destinato ai giochi. La soluzione è stata indicata come idonea a un eventuale rientro del nucleo familiare sotto la supervisione dei servizi sociali, con un periodo di osservazione prima di ulteriori decisioni.
Scontro tra servizi sociali e difesa: la denuncia per violenza privata
Nel quadro complessivo, la vicenda resta segnata da una forte contrapposizione tra servizi sociali, consulenti, avvocati e la madre dei bambini, descritta come “oppositiva alle regole” previste nel percorso di tutela.
Un ulteriore passaggio è rappresentato da una denuncia per violenza privata presentata dall’assistente sociale Veruska D’Angelo nei confronti degli avvocati Danila Solinas e Marco Femminella, legali della coppia anglo-australiana.
Secondo quanto ricostruito, nella serata del 6 marzo, giorno in cui Catherine è stata allontanata dalla struttura nella quale le era stato consentito di restare, i due avvocati avrebbero “aggredita verbalmente alzando un po’ la voce”.
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