
Prosegue sul piano giudiziario il caso della cosiddetta famiglia nel bosco. È stato depositato presso la Corte d’Appello dell’Aquila il ricorso presentato dagli avvocati Maroc Femminella e Danila Solinas contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni che ha disposto l’allontanamento dei bambini dalla casa famiglia di Vasto (Chieti).
I minori si trovano nella struttura dal 20 novembre 2025, data in cui furono sottratti ai genitori. Nella stessa circostanza ai due adulti è stata revocata la responsabilità genitoriale.
La mattina di martedì 17 marzo 2026, alle 9.30, tre ispettori inviati dal ministro della Giustizia Carlo Nordio si sono presentati al Tribunale per i Minorenni dell’Abruzzo, all’Aquila, per acquisire e verificare gli atti relativi alla vicenda.
La visita ha inciso immediatamente sull’operatività dell’ufficio: tutte le udienze previste nella giornata sono state rinviate. All’esterno del Tribunale, in prossimità dell’uscita laterale, si sono radunati numerosi giornalisti in attesa di aggiornamenti su un caso che continua a generare attenzione e dibattito pubblico.


Famiglia nel bosco: il ricorso alla Corte d’Appello dell’Aquila
Nel ricorso depositato alla Corte d’Appello dell’Aquila vengono richiamati ulteriori elementi documentali che, secondo la difesa, possono incidere sulla valutazione complessiva del caso. Tra gli allegati figura una relazione redatta dagli psicologi della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, che hanno esaminato la condizione dei minori e il contesto familiare.
Secondo quanto riportato nella documentazione, la valutazione degli psicologi indica che, nell’interesse dei bambini, sarebbe opportuno procedere verso una riunificazione del nucleo familiare.
Le valutazioni degli esperti e le dichiarazioni di Cantelmi
Una linea che risulta coerente con quanto espresso anche dagli esperti incaricati dalla famiglia. Tra questi è intervenuto lo psichiatra Tonino Cantelmi, che ha commentato l’impatto della separazione sui minori. “L’allontanamento dal contesto familiare è stato fortemente traumatico”.
Lo stesso Cantelmi ha riferito che nel ricorso viene sostenuto il superamento delle criticità evidenziate nel tempo. “Nel ricorso — aggiunge — viene evidenziato che tutte le criticità segnalate nel tempo dai giudici sono state affrontate, risolte e superate e che, pertanto, non sussistono più motivi per mantenere separati i bambini dai loro genitori”.
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