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Epatite A in Italia, interviene l’infettivologo: a cosa bisogna fare attenzione

Un focolaio che continua a crescere, numeri che si aggiornano giorno dopo giorno e una domanda che resta sospesa: perché il contagio non si ferma, nonostante i controlli e i blocchi già attivati? A Napoli l’epatite A è tornata a diffondersi con una velocità che preoccupa, riportando al centro dell’attenzione un virus spesso sottovalutato ma capace di mettere sotto pressione interi sistemi sanitari. Dietro l’origine alimentare, però, si nasconde un meccanismo di trasmissione molto più complesso, che coinvolge abitudini quotidiane, igiene e contatti umani.

Epatite A Napoli: il focolaio partito dai molluschi

L’epidemia di epatite A a Napoli ha un’origine ben precisa. Come riporta Fanpage, i primi riscontri hanno individuato la presenza del virus in diversi lotti di molluschi contaminati, tra cozze e ostriche. Un punto di partenza chiaro, ma non sufficiente a spiegare l’aumento continuo dei casi.

I dati parlano di almeno 154 contagi confermati al 19 marzo, con una diffusione del virus fino a 41 volte superiore rispetto agli ultimi tre anni. Numeri che fotografano una situazione fuori dall’ordinario, aggravata da un elemento chiave: anche dopo il ritiro dei prodotti contaminati, il virus ha continuato a circolare.

Epatite A contagio: come avviene la trasmissione

Il nodo centrale è nella modalità di diffusione. L’epatite A si trasmette per via oro-fecale, un meccanismo che rende il contagio molto più facile di quanto si pensi. Non riguarda solo ciò che si mangia, ma anche i contatti quotidiani.

Come spiega l’infettivologo Ivan Gentile a Fanpage, “Il punto chiave è che la trasmissione avviene per via oro-fecale, ma le modalità attraverso cui si realizza possono essere molteplici”. Una persona infetta elimina il virus attraverso le feci e, se l’igiene non è adeguata, può contaminare superfici, cibi o acqua.

Non solo molluschi, quindi. Anche frutta e verdura non lavate correttamente possono diventare veicolo di trasmissione. E ancora più insidioso è il contagio diretto: basta toccare alimenti senza lavarsi le mani per trasferire il virus ad altri.

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