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“È buio totale, 12 ore senza luce e ospedali vicini al collasso”: cosa sta succedendo

C’è un silenzio irreale che avvolge le strade, un buio che non è solo assenza di luce ma condizione quotidiana. A Cuba, dove per anni il tempo sembrava scorrere con una lentezza quasi sospesa, oggi tutto appare fermo, bloccato in una crisi che si insinua nelle case, negli ospedali, nelle vite di milioni di persone. Non è solo una difficoltà economica o una fase transitoria: è qualcosa di più profondo, che emerge dalle testimonianze di chi sta vivendo l’isola dall’interno, giorno dopo giorno.

Blackout Cuba: città al buio e vita sospesa

È una crisi umanitaria senza precedenti. Rimaste solo città fantasma”. Così Fiodor Verzola, assessore comunale di Nichelino, racconta ciò che sta accadendo a Cuba, dove si trova per una missione umanitaria con il convoglio Let Cuba Breathe Convoy Nostra America.

Le sue parole, riportate da Fanpage, restituiscono un quadro drammatico: “È una crisi umanitaria senza precedenti, le persone non hanno di che vivere, non sanno come organizzarsi durante i blackout che sono sempre più frequenti e durano 12 ore al giorno. L’energia elettrica non esiste, e il cibo e l’acqua sono razionati. Il carburante è inesistente e quindi non è possibile spostarsi”. Un racconto che fotografa un Paese in cui la quotidianità è ormai scandita dall’assenza: di luce, di beni essenziali, di prospettive.

Blackout Cuba: ospedali al limite e aiuti urgenti

Nel cuore dell’emergenza ci sono gli ospedali, diventati il simbolo più evidente di un sistema sotto pressione. Verzola, che si trova a L’Avana, racconta di giornate trascorse a distribuire aiuti proprio dove la situazione è più critica: “Abbiamo portato 5 tonnellate di farmaci e aiuti umanitarie che stiamo distribuendo nei centri nevralgici dell’isola, alle associazioni e alla popolazione, ma soprattutto agli ospedali che in questo momento sono i luoghi più colpiti dall’emergenza”.

La mancanza di elettricità incide direttamente sulle cure: macchinari fermi, reparti in difficoltà, accesso alle terapie sempre più limitato. “Cuba sta destinando la gran parte delle risorse alla sanità, ma la domanda è per quanto ancora sarà possibile garantire energia agli ospedali prima che collassino anche loro”, spiega. E aggiunge: “I blackout limitano il lavoro del personale sanitario e di conseguenza anche l’accessibilità alle cure”.

Tra i momenti più intensi, la visita al reparto pediatrico dell’Istituto Oncologico Nazionale: “è una cosa che probabilmente mi resterà cucita addosso tutta la vita”. Parole che restituiscono il peso umano, oltre che sanitario, di una crisi che non lascia spazio a interpretazioni.

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