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“Dove hanno preso la ricina”. Mamma e figlia morte avvelenate: ipotesi shock

“Dove hanno preso la ricina”. Mamma e figlia morte avvelenate: ipotesi shock

Ci sono sviluppi nella tragica vicenda che ha scosso Campobasso durante le festività natalizie. La quiete della città è stata spezzata da una tragedia che ha lasciato sgomenta l’intera comunità: Sara Di Vita, appena quindicenne, e la madre Antonella Di Ielsi, 50 anni, si erano sentite male in seguito al cenone natalizio a dicembre scorso. Mamma e figlia, ricoverate, non hanno fatto più ritorno a casa. All’inizio si era parlato di una possibile intossicazione alimentare, ma gli ultimi sviluppi delle indagini stanno dipingendo un quadro molto più inquietante, aprendo scenari che nessuno avrebbe potuto immaginare durante le feste.

“Dove hanno preso la ricina”. Mamma e figlia morte avvelenate: ipotesi shock

Ricina: la sostanza letale al centro delle indagini

Secondo quanto riportato da Fanpage, la pista che ha preso forza negli ultimi giorni indica che le due donne potrebbero essere state avvelenate con ricina, una delle tossine più potenti conosciute. La Procura di Campobasso, dopo aver rivalutato le cartelle cliniche e i sintomi registrati tra il 24 e il 26 dicembre, ha aperto un fascicolo per omicidio. La sostanza non è solo altamente tossica, ma anche estremamente rara e difficile da procurare, alimentando sospetti su un’azione volontaria e pianificata, più che su un semplice incidente alimentare.

Dark web e sospetti tra amici

Le indagini si stanno concentrando su chi ha avuto contatti con madre e figlia nei giorni precedenti la tragedia. Tra gli elementi analizzati ci sono pranzi e cene in compagnia di amici e parenti, alla ricerca di eventuali tensioni o dissapori. Come sottolinea Fanpage, gli inquirenti stanno valutando anche la possibilità che la ricina sia stata acquistata tramite il dark web, un mercato nascosto e difficile da tracciare, aprendo scenari inquietanti sul modo in cui qualcuno avrebbe potuto pianificare l’avvelenamento.

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