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“Siamo infetti, si stacca la pelle dal corpo”. Shock in Italia, allarme epidemia

Ambulanza parcheggiata, immagine di repertorio legata a un intervento sanitario

Una denuncia partita dall’interno del Cpr di Bari riaccende l’attenzione sulle condizioni sanitarie e igieniche nella struttura: un trattenuto parla di una possibile emergenza legata a una presunta epidemia di scabbia, con sintomi descritti come particolarmente dolorosi e diffusi.

La testimonianza, raccolta da Fanpage.it, fa riferimento a ambienti sovraffollati e a una situazione di degrado che, secondo quanto riferito, potrebbe favorire la circolazione di una patologia cutanea contagiosa. Al centro del racconto ci sono prurito intenso, lesioni e difficoltà ad accedere a cure adeguate in tempi rapidi.

Oltre all’aspetto clinico, vengono riportate anche criticità sulla gestione quotidiana: dal livello di pulizia dei locali alla disponibilità di presidi sanitari, fino a dubbi su modalità di somministrazione di farmaci. Sullo sfondo resta un percorso amministrativo complesso, che per molti trattenuti si traduce in permanenze prolungate e in un forte stress psicologico.

La vicenda riguarda un uomo di 36 anni, identificato come Artan, che ha raccontato la propria esperienza e la situazione di altri ospiti. In attesa di eventuali verifiche e riscontri ufficiali, la ricostruzione evidenzia un quadro che viene definito allarmante e meritevole di approfondimento.

La testimonianza di Artan dal centro di Bari

Secondo quanto riferito, Artan avrebbe descritto il Cpr di Bari come un luogo segnato da gravi carenze igieniche. Nella sua ricostruzione, gli spazi sarebbero insufficienti rispetto al numero di persone presenti e la gestione ordinaria non garantirebbe condizioni adeguate di pulizia.

L’uomo parla di locali in cui sarebbero presenti spazzatura accumulata, infestazioni di insetti e servizi igienici in pessimo stato, con la conseguenza di un peggioramento generale della vivibilità. Sempre secondo il suo racconto, il contesto di promiscuità e la difficoltà nel mantenere standard igienici minimi contribuirebbero ad aggravare i problemi di salute.

La denuncia arriva in un ambito, quello dei centri di permanenza per i rimpatri, già oggetto negli anni di attenzione da parte di associazioni, legali e osservatori per questioni legate alle condizioni di trattenimento e all’assistenza sanitaria. In questo caso, l’elemento centrale è la segnalazione di una possibile diffusione di una malattia della pelle, descritta come rapida e persistente.

I sintomi e il timore di una presunta epidemia di scabbia

Il punto più delicato della ricostruzione riguarda la presunta epidemia di scabbia. Artan descrive un quadro di sintomi che includerebbe prurito generalizzato e lesioni cutanee in più aree del corpo, con una sofferenza quotidiana che renderebbe difficile anche il riposo.

Nel racconto compaiono parole molto dirette, riportate come dichiarazione: “Siamo infetti, si stacca la pelle dal corpo”. La frase viene utilizzata per sintetizzare la percezione di un peggioramento progressivo e la paura di un contagio esteso tra i trattenuti.

Secondo quanto riportato, un referto medico visionato dalla testata che ha raccolto la testimonianza menzionerebbe un prurito diffuso persistente e la presenza di numerose lesioni cutanee. La documentazione viene indicata come un elemento che, pur non costituendo una conferma pubblica e definitiva di un focolaio, rafforzerebbe la richiesta di controlli e interventi sanitari tempestivi.

La scabbia è una patologia cutanea causata da un acaro che provoca prurito intenso e lesioni dovute anche al grattamento. In contesti di sovraffollamento, la prevenzione richiede misure igieniche, trattamenti specifici e, quando necessario, strategie per evitare la trasmissione tra persone a stretto contatto. Nella denuncia, la difficoltà nel contenere il problema verrebbe ricondotta proprio alle condizioni di promiscuità e alle carenze strutturali descritte.

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