
La polvere e il silenzio spettrale dell’isola di San Nicolò, a Venezia, sono stati squarciati dal boato improvviso di un cedimento strutturale che ha trasformato un normale sopralluogo tecnico in un incubo. All’interno dell’ex caserma Pepe, una struttura storica destinata a una profonda metamorfosi, il solaio del primo piano è improvvisamente collassato mentre era in corso un accertamento preliminare. Il bilancio è pesante: quattro operai sono rimasti gravemente feriti, travolti dalle macerie proprio mentre stavano valutando lo stato dell’immobile in vista dei futuri lavori di ristrutturazione. Nonostante la violenza dell’impatto e la gravità dei traumi riportati, le autorità hanno confermato che i lavoratori, seppur provati, fortunatamente non sono in pericolo di vita.
Soccorsi d’urgenza e il piano per l’Università Ca’ Foscari
La macchina dei soccorsi si è attivata istantaneamente con un dispiegamento massiccio di forze: sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco, polizia, carabinieri, finanzieri e i sanitari del Suem, coordinati dal comandante provinciale del 115. Al momento del crollo, nel cantiere erano presenti complessivamente nove persone, tra cui tecnici, ingegneri e progettisti incaricati di studiare la riconversione dell’edificio in una residenza per gli studenti dell’Università Ca’ Foscari. Mentre i quattro operai venivano estratti dalle macerie, gli altri cinque professionisti sono rimasti miracolosamente illesi e sono stati evacuati in sicurezza attraverso l’uso di scale.
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