
I dati aggregati dell’ultima settimana non raccontano uno stravolgimento immediato, ma indicano un cambiamento più sottile e potenzialmente significativo. Mettendo insieme le rilevazioni di diversi istituti – tra cui Noto Sondaggi, Tecnè, EMG Acqua, YouTrend, Only Numbers e SWG – emerge una tendenza chiara: piccoli spostamenti che, sommati, iniziano a incidere sugli equilibri complessivi.
Nel periodo tra il 12 e il 18 aprile si registra infatti un leggero arretramento generale, ma con un elemento più marcato che riguarda un’area politica precisa. Non si tratta di un crollo improvviso, bensì di un progressivo assestamento che potrebbe avere conseguenze nel medio periodo. Il contesto resta influenzato da fattori politici recenti e da un clima economico ancora incerto, elementi che continuano a pesare sulle scelte degli elettori.
Centrodestra in calo: il dato che preoccupa
Il segnale più evidente riguarda il calo del centrodestra. In particolare, Fratelli d’Italia scende al 28,2%, toccando uno dei livelli più bassi degli ultimi due anni. Non è un tracollo, ma una discesa costante che riduce il vantaggio costruito nel tempo.
Anche Forza Italia registra una flessione, fermandosi all’8,2%. In controtendenza invece la Lega, che recupera terreno e sale al 7,3%. Un rimbalzo che però non basta a compensare le perdite complessive della coalizione.
All’interno dello stesso schieramento si segnala inoltre la crescita di Futuro Nazionale, che raggiunge il 3,7%, il dato più alto finora registrato. Un elemento che potrebbe diventare rilevante negli equilibri interni, soprattutto se il trend dovesse consolidarsi nelle prossime settimane.
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