
Ci hanno provato sul serio, senza scorciatoie: Manila Nazzaro e Stefano Oradei hanno messo in gioco tutto, tra amore, aspettative e quel desiderio (molto concreto) di allargare la famiglia. Dopo il matrimonio, il progetto-bebè era lì, sul tavolo. Ma la realtà, a volte, arriva con il piede pesante.
Negli ultimi mesi la coppia ha affrontato la fecondazione assistita: un percorso fatto di tentativi, attese infinite e quel mix micidiale di speranza e stanchezza che conosce chi ci è passato. Non è stata una passeggiata, e infatti a un certo punto è arrivata una scelta netta.
La svolta? Manila ha deciso di fermarsi e di rimettere al centro il proprio benessere. Al settimanale Nuovo ha raccontato senza giri di parole: “È stato un periodo difficile”. E quando una donna lo dice così, di solito significa che dietro c’è molto più di quanto si immagini.
In mezzo a tutto questo, però, una cosa non è cambiata: il loro legame. Anzi. Nei momenti più delicati, quando lo stress si fa sentire, loro sembrano essersi stretti ancora di più. E questo, nel mondo del gossip, non è proprio scontato.

Manila Nazzaro e Stefano Oradei: perché lei ha detto basta
La decisione di interrompere il percorso non è arrivata per capriccio, ma per necessità. Manila lo ha spiegato con grande lucidità, parlando di un carico fisico e mentale diventato troppo pesante da sostenere a lungo.
“Sia dal punto di vista psicologico che fisico è stato un periodo faticoso”, ha ammesso la showgirl. Nove mesi di terapie, speranze e montagne russe emotive: una di quelle situazioni in cui anche il corpo, a un certo punto, presenta il conto.
Effetti delle cure ormonali: gonfiore, liquidi e… dieci chili in più
Tra i dettagli più concreti (e anche più “umani”) ci sono gli effetti delle cure ormonali: gonfiore, accumulo di liquidi e movimenti sempre più difficili. Il tutto aggravato dal fatto che, in quel periodo, mantenere una routine sportiva era praticamente impossibile.
E qui arriva la parte che non ti aspetti: con calma e pazienza, Manila è riuscita a rimettersi in forma, arrivando a perdere circa dieci chili. Un dato che racconta bene quanto il percorso sia stato invasivo, anche sul piano fisico.
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