
Un violento incendio ha devastato un centro commerciale a ovest di Teheran, trasformando in pochi minuti un’area frequentata da famiglie e clienti in uno scenario di emergenza. La nube di fumo e il calore sprigionato dalle fiamme hanno complicato l’evacuazione, mentre i soccorritori intervenivano per mettere in salvo le persone intrappolate ai piani superiori.

Bilancio pesante: vittime e decine di feriti
Il bilancio provvisorio è pesante: le autorità locali, citate dall’emittente statale Irib, parlano di almeno otto vittime. I feriti sarebbero almeno trentasei, con diversi casi considerati gravi per ustioni estese e per l’inalazione di fumi tossici, una delle principali cause di complicazioni negli incendi in ambienti chiusi.
L’episodio, avvenuto il 5 maggio, ha mobilitato unità dei vigili del fuoco, ambulanze e squadre di protezione civile. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sono proseguite anche dopo l’abbattimento delle fiamme principali, per il rischio di crolli e per la presenza di focolai residui alimentati dai materiali interni e dalle strutture danneggiate.
Secondo quanto riportato dall’agenzia Mizan e dalle prime ricostruzioni dei vigili del fuoco, la propagazione del rogo sarebbe stata favorita da criticità legate alla struttura dell’edificio, in particolare al rivestimento esterno, indicato come composto da materiali altamente infiammabili. Questa configurazione avrebbe consentito alle fiamme di risalire rapidamente lungo le facciate, riducendo il tempo disponibile per l’uscita e rendendo più complesso l’intervento dall’esterno.
Le criticità dell’edificio e le indagini sulle cause
Gli accertamenti mirano a chiarire l’innesco iniziale e le condizioni che hanno accelerato la diffusione del fuoco. In questa fase, le informazioni disponibili si concentrano soprattutto sulla dinamica di propagazione: la presenza di componenti combustibili sulle superfici esterne avrebbe generato un effetto di rapida estensione verticale, con conseguenze anche sulla tenuta di alcune aree interne.
Le verifiche tecniche riguardano inoltre gli impianti, i sistemi di compartimentazione e le vie di fuga, elementi determinanti per contenere i fumi e garantire tempi di evacuazione adeguati. In episodi di questo tipo, l’inalazione di gas caldi e sostanze irritanti rappresenta un rischio immediato, soprattutto nei corridoi e nelle scale, dove la ventilazione può essere insufficiente.
Le squadre di emergenza hanno operato in un contesto reso più difficile dalla densità del fumo e dalla possibilità di cedimenti strutturali. Dopo lo spegnimento, l’area viene normalmente sottoposta a bonifica e a monitoraggio, con rilievi fotografici e analisi dei materiali, per ricostruire la sequenza degli eventi e attribuire eventuali responsabilità legate alla sicurezza.
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