
A quasi vent’anni dall’omicidio che ha sconvolto l’Italia, un nuovo passaggio riporta sotto i riflettori una figura rimasta finora defilata. Le nuove convocazioni in Procura riaccendono l’attenzione su dinamiche mai del tutto chiarite, mentre gli inquirenti provano a ricostruire dettagli che potrebbero rivelarsi decisivi.
Marco Poggi è stato convocato dai pubblici ministeri di Pavia come persona informata dei fatti. La sua audizione arriva a ridosso di altri interrogatori importanti nell’ambito della riapertura del caso sull’omicidio di Chiara Poggi.
Il 5 maggio erano state sentite anche le cugine Paola e Stefania Cappa. Nello stesso momento, davanti ai magistrati, è atteso anche Andrea Sempio, amico storico di Marco Poggi e nuovamente indagato per il delitto.

Le domande degli inquirenti: stanze, rapporti e file privati
Gli investigatori tornano a concentrarsi sulla villetta di via Pascoli a Garlasco, teatro dell’omicidio. A Marco Poggi vengono chiesti chiarimenti sull’accesso alle stanze della casa e sui rapporti tra la sorella e Sempio.
Uno dei punti più delicati riguarda alcuni video intimi presenti nel computer domestico, protetti da password. All’epoca, le analisi tecniche avevano escluso che quei file fossero stati visualizzati. Tuttavia, una nuova consulenza della Procura potrebbe aver fatto emergere elementi diversi, riaprendo interrogativi su un possibile movente.
Nella sua testimonianza del 2007, Marco Poggi aveva dichiarato di non aver mai visto quei contenuti. Oggi, però, proprio questo aspetto torna al centro dell’attenzione investigativa.
“Non è in clinica”: la risposta dell’avvocato
Negli ultimi giorni si sono diffuse anche diverse voci e speculazioni sulla vita privata di Marco Poggi. A chiarire la situazione è stato l’avvocato Francesco Compagna, intervenuto pubblicamente.
Il legale ha smentito categoricamente alcune fake news, spiegando che Poggi non si trova in alcuna clinica. Vive e lavora in Veneto, conducendo una vita normale, lontana dai riflettori. La sua scelta di non esporsi mediaticamente, secondo l’avvocato, sarebbe personale e legata a motivi di riservatezza.
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