
Un caso che, con il passare delle settimane, continua a complicarsi. La doppia morte di una madre e di sua figlia, inizialmente avvolta da interrogativi, è oggi al centro di un’inchiesta che punta a chiarire con precisione origine, dinamica e contesto dell’avvelenamento. Gli accertamenti eseguiti finora hanno spinto gli investigatori a concentrarsi sui rapporti più vicini alle vittime e su un perimetro ristretto di persone.

Giallo Pietracatella, individuato il movente?
Gli inquirenti stanno procedendo con una ricostruzione puntuale dei giorni delle festività natalizie, verificando dichiarazioni, presenze e spostamenti. In questa fase l’attenzione si concentra anche su risultati tecnici ritenuti rilevanti, che avrebbero orientato l’indagine verso un possibile movente maturato in ambito domestico e familiare.

Il caso nel basso Molise: morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita
La vicenda riguarda la morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute dopo un avvelenamento da ricina. Le indagini mirano a chiarire come la sostanza sia stata procurata e somministrata, oltre a stabilire eventuali responsabilità individuali.
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la ricina sarebbe stata ricavata in modo artigianale da semi di ricino, una pianta presente anche sul territorio del basso Molise. Questo elemento, ritenuto utile per definire la modalità di preparazione del veleno, ha dato nuovo impulso alle attività investigative.
In base alle verifiche finora svolte, riporta il Messaggero, il quadro investigativo si starebbe restringendo attorno a cinque sospettati, tutti riconducibili all’ambiente familiare. Gli interrogatori proseguono per definire ruoli e responsabilità, oltre a ricostruire la sequenza degli eventi.
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