
La vicenda che coinvolge il ministro della Cultura Alessandro Giuli non viene più letta, dentro la maggioranza, come una normale frizione di gestione interna. Nelle ultime ore il caso ha assunto i contorni di un confronto politico diretto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un clima appesantito da sospetti, ricostruzioni contrapposte e rapporti che, secondo fonti di governo, si sarebbero progressivamente deteriorati.

L’allontanamento di Merlino e le ricadute sugli equilibri interni
Al centro delle tensioni c’è l’allontanamento di Emanuele Merlino, ritenuto vicino a Giovanbattista Fazzolari e quindi considerato un riferimento dell’area più stretta a Palazzo Chigi. Proprio per questo, la scelta del ministro della Cultura non viene descritta come un semplice cambio di staff: nel perimetro di Fratelli d’Italia viene percepita come un gesto con un significato politico, capace di colpire l’equilibrio di fiducia su cui si regge l’azione di governo.

La risposta del governo Meloni
La reazione dell’esecutivo, secondo quanto filtra dalla maggioranza, sarebbe già stata impostata: l’obiettivo è garantire a Merlino una ricollocazione con un incarico ritenuto adeguato e un trattamento economico almeno equivalente a quello precedente. Il segnale che il vertice politico intende trasmettere è che le figure considerate parte della struttura di fiducia della premier restano tutelate, anche quando emergono frizioni interne.
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