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Garlasco, Lovati choc: corre a dirlo in Tv. “Velo voglio confessare”

Negli ultimi mesi il caso Garlasco è tornato al centro dell’attenzione pubblica e mediatica, complice una nuova fase di approfondimenti e il riemergere di interrogativi rimasti aperti nel tempo. Le ricostruzioni e le ipotesi che si sono succedute hanno alimentato un confronto costante, in cui ogni passaggio viene riletto e verificato.

Il tema non riguarda soltanto i profili giudiziari: al centro del dibattito c’è anche la narrazione costruita negli anni attorno alla vicenda, tra indagini, atti, dichiarazioni e testimonianze. In questo scenario, il caso continua a essere trattato anche nei programmi di approfondimento, dove vengono riproposti elementi già noti insieme a nuove letture degli stessi.

Avvocato Lovati, protagonista del confronto televisivo sul caso Garlasco
Alberto Stasi, immagine collegata al caso Garlasco

Il confronto in studio

Nella serata di ieri il caso Garlasco è stato al centro di un segmento di Dritto e Rovescio, durante il quale ospiti e opinionisti hanno discusso le principali questioni legate alla vicenda. La trasmissione ha riportato l’attenzione su alcuni aspetti già emersi in passato, valutandoli alla luce delle più recenti ricostruzioni e delle ipotesi in circolazione.

Le dichiarazioni di Carmelo Abbate sul caso Garlasco

Nel corso della puntata, è intervenuto Carmelo Abbate, che ha proposto una lettura incentrata su elementi ritenuti non secondari ai fini della comprensione della vicenda. Il giornalista ha evidenziato la necessità di considerare, nel complesso, quanto emerso nel tempo, richiamando aspetti specifici citati durante il dibattito.

Non sono d’accordo che sia irrilevante, se ci sono prove contro l’indagato, come l’impronta sul muro, il DNA sulle unghie, allora diventano un elemento che ha coerenza con la dinamica e il movente, lo vanno a rafforzare. Qualcuno nel 2016-2017 l’ha fatta sporca, e Lovati lo sa perché lui non ha mai detto la verità ai giornalisti ma lo ha fatto agli inquirenti, qualcuno ha comprato l’inchiesta e messo in atto una corruzione per cui non si è indagato. Sempio si è presentato a un interrogatorio dove conosceva già le domande e le risposte, con gli ufficiali di polizia giudiziaria condannati per corruzione“.

Hanno messo su un meccanismo che ha bruciato l’inchiesta, hanno fatto uscire il suo nome, tutto quello che c’era non c’era più. I computer sono spariti, ha fatto un reset totale, prova a pensare cosa non avremmo trovato senza quell’opera di pulizia. Lovati, lo dica finalmente, altro che le carte me le diede Giangavino Sulas, non è stato un gesto da galantuomo ripararsi dietro una persona che non c’è più. Dica veramente la verità, ora è nelle carte, loro le hanno avute prima. Loro illecitamente hanno avuto le carte, quella è stata una partita truccata, e lui c’era, ora lo dovrebbe dire“.

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