
C’è un punto che, dopo anni di processi, sentenze e polemiche, la famiglia di Chiara Poggi continua a ripetere con fermezza: “Conta solo la verità”. Non il denaro, non le ricostruzioni urlate sul web, non il clamore mediatico che periodicamente torna ad accendersi attorno al delitto di Garlasco. Nelle ultime ore, le parole dell’avvocato Gianluigi Tizzoni hanno riportato il caso al centro dell’attenzione, aprendo un nuovo fronte di discussione che riguarda non soltanto il piano giudiziario, ma anche quello umano e mediatico.
Sullo sfondo restano le nuove tensioni attorno alle responsabilità già accertate nei confronti di Alberto Stasi e le ipotesi che chiamano in causa Andrea Sempio, mentre la famiglia della vittima si ritrova ancora una volta travolta da accuse, commenti e attacchi online.


Caso Garlasco, la famiglia Poggi pronta a restituire il risarcimento
“È svilente, immaginare che l’aspetto economico legato al risarcimento costituisca anche solo un remoto pensiero per la famiglia Poggi”. Con queste parole l’avvocato Gianluigi Tizzoni ha chiarito la posizione dei genitori di Chiara Poggi, spiegando che sarebbero pronti “a restituire la somma” ricevuta come risarcimento qualora una futura sentenza modificasse il quadro delle responsabilità nel delitto di Garlasco.
Secondo quanto spiegato dal legale, la priorità della famiglia è sempre stata esclusivamente l’accertamento della verità. Un chiarimento arrivato dopo settimane di polemiche e discussioni sui social, dove il tema economico è diventato uno degli argomenti più dibattuti. Come riporta il Corriere della Sera, Tizzoni ha definito “romanzate” molte delle cifre circolate online.

Risarcimenti Garlasco, i chiarimenti sulle somme ricevute
L’avvocato della famiglia Poggi ha anche precisato l’entità reale dei risarcimenti finora ottenuti da Alberto Stasi. “I Poggi ad oggi sono arrivati a 350/400 mila euro, cifra importante e degna, da cui vanno scorporati i costi legali e dei vari consulenti e che ovviamente verranno restituiti”, ha spiegato Tizzoni.
Una puntualizzazione ritenuta necessaria dopo le numerose speculazioni circolate sul web. Il legale ha sottolineato che quelle somme “sono bloccate su un conto dedicato” e che la famiglia “non le usa per vivere e va avanti serenamente con le proprie disponibilità”.
Dietro quei numeri, infatti, ci sono anni di processi, consulenze tecniche, perizie e spese giudiziarie affrontate dalla famiglia della vittima. Un aspetto che, secondo il legale, viene spesso ignorato nelle ricostruzioni diffuse online, dove il caso continua ad alimentare discussioni e teorie di ogni tipo.
Nel frattempo resta alta l’attenzione anche sulle dichiarazioni del ministro Carlo Nordio, intervenuto recentemente sul caso sostenendo che la legge dovrebbe essere modificata perché “non si può condannare dopo due assoluzioni”. Una posizione che Tizzoni ha contestato apertamente, ricordando come il processo d’appello bis del 2014 non sia stato “una rilettura degli stessi elementi ma un’integrazione e un rifacimento del processo”.
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