
Procedono gli accertamenti medico-legali e tossicologici su un caso di presunto avvelenamento che ha scosso il territorio: quando i primi quadri clinici non chiariscono subito l’origine dei sintomi, per gli inquirenti diventa decisiva una ricostruzione puntuale di contatti, abitudini e momenti condivisi nei giorni precedenti. L’obiettivo è verificare, con riscontri scientifici e testimonianze, le cause reali dell’evento e l’eventuale presenza di elementi riconducibili a un’azione intenzionale.
I nuovi accertamenti tossicologici sul caso di mamma e figlia avvelenate
Le verifiche, coordinate dalla squadra mobile, si stanno estendendo a un perimetro più ampio di familiari e persone vicine alle vittime, per ricostruire con precisione ogni circostanza utile. In questo contesto, anche la 92enne zia Isa è stata convocata in questura, nell’ambito della mappatura dei momenti conviviali avvenuti nei giorni precedenti al dramma.
Secondo quanto ricostruito, l’anziana, zia di Gianni Di Vita, residente nella palazzina di famiglia a Pietracatella, avrebbe preparato una torta per la vigilia di Natale. Il dolce sarebbe stato consumato da circa dieci persone, rimaste però completamente asintomatiche. Gli approfondimenti, dunque, non si limitano alla cena del 23, inizialmente indicata come possibile snodo centrale perché vi avrebbero preso parte le due donne decedute, Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, insieme al sopravvissuto Gianni.
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