
Le perlustrazioni si sono estese a grotte, sentieri e aree boschive controllate punto per punto, con l’impiego di unità specializzate e cani molecolari. Nonostante giorni di verifiche sul territorio, della testa di Pamela Genini non è stato trovato alcun riscontro.
Dopo settimane di attività concentrate tra terreni, cavità naturali e zone considerate di maggiore interesse investigativo, la Procura ha disposto la sospensione delle ricerche sul campo. La decisione viene letta come un passaggio operativo: non la chiusura del caso, ma un cambiamento di priorità nella gestione dell’inchiesta.
In parallelo, gli inquirenti stanno orientando l’attenzione sui supporti informatici e sugli strumenti tecnologici acquisiti durante gli accertamenti. Nel procedimento resta centrale la posizione di Francesco Dolci, indicato come unico indagato, in attesa di un nuovo snodo giudiziario fissato per il 29 maggio.
La frase “Li hanno sequestrati a Francesco Dolci” riassume proprio questo passaggio: il lavoro investigativo si concentra ora sui materiali sequestrati, che potrebbero contribuire a ricostruire circostanze e tempi utili all’accertamento dei fatti.
