
Dietro i grandi eventi sportivi internazionali si muove spesso un livello parallelo fatto di rapporti diplomatici, regole federali e questioni di frontiera. Anche l’avvicinamento ai Mondiali 2026 ha alimentato, per mesi, indiscrezioni e ipotesi su un possibile scenario straordinario: il ripescaggio dell’Italia nel caso di un’assenza forzata dell’Iran. Oggi, però, la ricostruzione si chiude su un punto fermo: la nazionale iraniana è confermata e il dossier sul ripescaggio viene archiviato.

I retroscena sul “ripescaggio dell’Italia” ai Mondiali 2026
La possibilità di un ingresso extra dell’Italia nel torneo era stata rilanciata più volte nelle ultime settimane, nonostante il quadro regolamentare non lasciasse spiragli concreti. A tenere viva l’ipotesi è stato anche Paolo Zampolli, indicato come inviato speciale dell’amministrazione Trump per le partnership globali, che ha raccontato di aver sostenuto l’idea di una soluzione alternativa nel caso di un forfait dell’Iran.
“Il mio sogno e quello di tanti era di avere l’Italia con noi. Avevo suggerito al presidente e a Gianni Infantino che, in caso l’Iran non fosse venuto per qualsiasi ragione, si sarebbe potuto ripescare l’Italia”, ha dichiarato Zampolli.
La prospettiva si è però arrestata con la conferma della presenza iraniana. Zampolli ha aggiunto: “Purtroppo le cose non sono andate così e abbiamo l’Iran che si sta allenando in Messico. I giocatori dell’Iran avranno il permesso soltanto di venire a giocare in giornata e poi tornare, perché i visti sono stati dati solo ai giocatori”.
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