
La crisi nel Golfo Persico registra nuove ore di forte escalation, con una rappresaglia rivendicata dall’Iran contro obiettivi collegati agli Stati Uniti tra Kuwait e Bahrein. Nella notte, diversi sistemi di difesa aerea sono entrati in azione, mentre le versioni dei due fronti restano divergenti su responsabilità e danni effettivi.
Da un lato, il CentCom sostiene di aver neutralizzato più minacce, inclusi missili e droni lanciati dall’Iran, e di aver condotto azioni di “autodifesa” sull’isola iraniana di Qeshm. Dall’altro, i Pasdaran affermano di aver colpito basi americane come risposta alle operazioni statunitensi nell’area dello Stretto di Hormuz.
Parallelamente al fronte militare resta aperto quello diplomatico: sono attesi nuovi contatti a Washington e, secondo quanto riferito nell’aggiornamento, agli interlocutori iraniani sarebbe stato richiesto un impegno scritto sul nucleare. In questo quadro si inserisce un annuncio attribuito a Donald Trump, che parla di un’accettazione formale da parte di Teheran sulla rinuncia all’arma atomica.
13:30 – Trump: “L’Iran ha accettato di non avere l’atomica”
In un intervento diffuso come aggiornamento dell’ultima ora, Donald Trump ha dichiarato che l’Iran avrebbe formalizzato l’impegno a non sviluppare l’arma nucleare. L’affermazione, presentata come potenzialmente decisiva nel ridimensionare una delle principali fonti di instabilità regionale, viene però accolta con prudenza: restano da chiarire i contenuti operativi dell’intesa, le modalità di verifica e il ruolo degli organismi di controllo internazionale incaricati di monitorare il rispetto di eventuali impegni.
