
Si sono chiuse alle 15 le urne per i ballottaggi delle elezioni comunali 2026. In 42 città italiane, tra cui sei capoluoghi di provincia, gli elettori sono stati chiamati a scegliere il nuovo sindaco dopo che nessun candidato aveva superato il 50% dei voti al primo turno. Da questo momento l’attenzione si sposta sullo scrutinio, che nelle prossime ore definirà vincitori e nuovi equilibri politici nei territori interessati.
La giornata elettorale era particolarmente attesa non solo per il peso politico di alcune sfide locali, ma anche per capire quale sarebbe stato il livello di partecipazione degli elettori. E proprio l’affluenza è diventata il dato che più ha colpito osservatori e partiti.

Affluenza al 54%: meno votanti rispetto al primo turno
Il dato nazionale registrato alla chiusura dei seggi si attesta attorno al 54% degli aventi diritto. Si tratta di una partecipazione inferiore rispetto a quella registrata al primo turno, quando aveva votato circa il 60% degli elettori. Il calo era apparso evidente già durante la giornata di domenica, quando l’affluenza alle 23 si era fermata al 39,8%, quasi sette punti in meno rispetto alla precedente consultazione.
Pur non trattandosi di un crollo storico, il dato conferma una tendenza ormai consolidata nelle elezioni amministrative: ai ballottaggi si reca alle urne un numero inferiore di cittadini rispetto al primo turno.
Molti analisti attribuiscono questo fenomeno alla minore percezione della posta in gioco da parte di una parte dell’elettorato, soprattutto nei comuni dove il risultato appariva già indirizzato dopo il primo turno.
Sei capoluoghi sotto osservazione
Tra le città più osservate figurano Arezzo, Chieti, Lecco, Macerata, Trani e Agrigento, i sei capoluoghi chiamati al voto nel secondo turno. Le sfide in queste città sono considerate particolarmente importanti perché potrebbero influenzare il bilancio complessivo tra centrodestra e centrosinistra nelle amministrative di quest’anno.
In diversi casi si è arrivati al ballottaggio con distacchi ridotti tra i candidati, elemento che rende difficile formulare previsioni prima dello scrutinio definitivo.
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