
L’anticiclone africano è in fase di ulteriore consolidamento sul Mediterraneo e si prepara a innescare la prima ampia ondata di calore dell’estate 2026. Dopo una breve parentesi di instabilità, con alcuni temporali ancora possibili nei prossimi giorni su tratti del Nord e su aree interne della Penisola, la circolazione atmosferica tornerà a favorire l’espansione della cosiddetta “bestia rossa”, alimentata da masse d’aria molto calde in risalita dal Sahara.
Le più recenti simulazioni dei modelli previsionali indicano una fase in intensificazione tra il prossimo fine settimana e l’avvio della settimana successiva, con valori termici superiori alle medie climatiche del periodo. In diversi settori, soprattutto nelle aree lontane dal mare e nelle pianure, le temperature potrebbero attestarsi su livelli elevati con punte prossime o superiori a 35-38 gradi.
Il contesto resta dinamico nelle prossime 48-72 ore: l’azione dell’alta pressione potrebbe essere preceduta o intervallata da locali episodi temporaleschi, più probabili al Nord e lungo le zone interne, senza però incidere in modo strutturale sulla tendenza generale verso un aumento del caldo su scala nazionale.
L’episodio, pur concentrandosi inizialmente sul picco termico del weekend, è osservato con attenzione perché la fase successiva potrebbe risultare più impegnativa sul piano del disagio, soprattutto nei centri urbani e nelle aree costiere, dove l’umidità tende a giocare un ruolo decisivo nella temperatura percepita.

Tra venerdì e lunedì il picco dell’ondata
Secondo l’evoluzione più accreditata, il promontorio di matrice africana dovrebbe raggiungere la massima estensione e intensità nel periodo compreso tra venerdì e lunedì, con una probabilità più alta di apice nella giornata di domenica. In questa finestra temporale, la presenza di aria molto calda in quota favorirà un rialzo generalizzato delle temperature su gran parte del territorio.
Le aree più esposte, in base alle attuali proiezioni, comprendono le pianure del Nord, le regioni centrali sul versante tirrenico, il Sud e le Isole Maggiori. In questi settori il termometro potrebbe portarsi diffusamente oltre i 34 gradi, con valori più elevati nelle zone interne e nelle conche lontane dalla ventilazione marina.
In particolare, nelle aree interne di Sardegna e Sicilia non vengono esclusi picchi ulteriormente superiori, in linea con le dinamiche tipiche delle rimonte africane, quando l’irraggiamento e la ventilazione debole favoriscono massimi termici rilevanti.
Gli esperti evidenziano tuttavia che la fase di massima forza dell’alta pressione non coincide automaticamente con quella più gravosa per la popolazione. Il disagio percepito dipende anche da umidità, ventilazione, esposizione al sole e capacità dell’ambiente urbano di disperdere il calore accumulato.
Caldo intenso ma, nella prima fase, più secco
Durante il picco iniziale, la massa d’aria associata alla rimonta africana potrebbe presentare una componente relativamente secca. In termini pratici, questo significa che, pur con temperature elevate, l’umidità potrebbe rimanere per alcuni giorni su valori non estremi, limitando almeno in parte l’effetto “cappa” tipico delle fasi più afose di piena estate.
Nelle pianure e nelle grandi città il caldo sarà comunque marcato, ma la temperatura percepita potrebbe risultare meno opprimente rispetto a quando caldo e umidità elevata si sommano nello stesso momento. La differenza, soprattutto nelle ore centrali della giornata, può essere significativa in termini di comfort e capacità di recupero nelle ore serali.
Questa configurazione è spesso associata alle prime risalite calde della stagione: il mare, pur riscaldandosi rapidamente, non ha ancora raggiunto i livelli termici tipici di luglio e agosto. Di conseguenza, il contributo di umidità nei bassi strati può risultare inizialmente più contenuto rispetto a fasi successive.
Resta comunque importante considerare che il caldo intenso, anche con umidità moderata, può determinare condizioni di stress termico, soprattutto per le fasce più vulnerabili e per chi svolge attività all’aperto nelle ore più calde.
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