
Sono passati ormai diversi giorni, ma il caso della sparizione di Sarah Di Giacinto e Alysia Di Giacinto continua ad alimentare dubbi, ipotesi e interrogativi. Le due sorelle, di appena 12 e 16 anni, sono sparite nella notte tra il 6 e il 7 giugno dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, lasciando dietro di sé una scia di elementi che gli investigatori stanno cercando di ricostruire pezzo dopo pezzo.
Il caso ha rapidamente assunto contorni sempre più complessi. Le ricerche si sono allargate su più territori, mentre le dichiarazioni dei familiari e di chi conosceva le ragazze hanno fatto emergere dettagli che potrebbero cambiare il quadro dell’intera vicenda.

La pista della fuga pianificata prende forza
Tra le ipotesi principali al vaglio degli inquirenti si rafforza quella di una fuga organizzata. Non si tratterebbe, secondo questa ricostruzione, di un allontanamento improvvisato. Alcuni elementi porterebbero infatti a pensare a una preparazione nei giorni precedenti.
Le due adolescenti avrebbero portato con sé vestiti, trucchi e oggetti personali, un dettaglio che per chi indaga è fondamentale. Un segnale che lascia immaginare un piano studiato con anticipo.
A rendere ancora più delicata la situazione sono anche le parole del fidanzato della maggiore, ascoltato nuovamente dai carabinieri il 15 giugno. Durante un intervento alla trasmissione televisiva La Vita in Diretta, il ragazzo ha lanciato una frase destinata a far discutere: “L’hanno presa. Avevano paura di uscire la notte”.
I misteriosi “pizzini” trovati nella stanza
Uno degli elementi più inquietanti emersi nelle ultime ore riguarda alcuni biglietti ritrovati nella stanza delle due sorelle. La Procura di Sulmona sta analizzando il contenuto di questi messaggi, definiti dagli investigatori come possibili “pizzini”.
Si tratterebbe di comunicazioni scritte in codice, forse utilizzate per mantenere contatti con qualcuno all’esterno della struttura. Se confermato, questo dettaglio potrebbe rafforzare ulteriormente l’idea di una fuga coordinata con altre persone.
Gli inquirenti stanno cercando di capire se quei messaggi possano contenere indicazioni sui movimenti delle ragazze o sui soggetti coinvolti.
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