
Dopo mesi di rapporti difficili, Donald Trump e Volodymyr Zelensky si sono incontrati a margine del G7 di Evian. Nel corso del confronto, il presidente degli Stati Uniti ha riconosciuto pubblicamente la tenuta dell’Ucraina sul piano militare e ha lasciato intendere una possibile riapertura del dossier sanzioni contro la Russia, con particolare attenzione al petrolio russo, considerato una delle principali voci di entrata per il Cremlino.
Il faccia a faccia si inserisce in una fase delicata del conflitto: Mosca mantiene alta la pressione lungo il fronte, mentre Kiev insiste con gli alleati occidentali sul fatto che la guerra non sia decisa e che un sostegno ulteriore possa incidere sugli equilibri sul terreno.


G7 di Evian, il confronto tra Trump e Zelensky
Il vertice di Evian arriva dopo un periodo in cui le posizioni di Trump verso Kiev erano apparse più rigide. In più occasioni, il presidente americano aveva sottolineato la necessità per l’Ucraina di prendere atto della situazione militare e valutare compromessi considerati necessari per arrivare a un negoziato.
In parallelo, la Casa Bianca aveva dato spazio a un dialogo diretto con Vladimir Putin, con l’obiettivo dichiarato di favorire una soluzione negoziale. Una linea che, secondo quanto emerso nel dibattito diplomatico, aveva alimentato preoccupazioni in diverse capitali europee, timorose che il Cremlino potesse rafforzare la propria posizione ai tavoli internazionali.

Ucraina e Russia: le immagini degli attacchi e il ruolo dei droni
Durante il confronto al G7, Zelensky ha presentato a Trump materiale relativo agli ultimi bombardamenti russi su Kiev, inclusi attacchi che hanno interessato luoghi simbolici della capitale, tra cui edifici religiosi considerati rilevanti per l’identità nazionale.
Il presidente ucraino ha inoltre richiamato l’attenzione sui risultati militari ottenuti negli ultimi mesi, evidenziando la capacità di colpire obiettivi ritenuti strategici anche in territorio russo attraverso l’impiego dei droni. L’obiettivo della presentazione, secondo la ricostruzione degli incontri, è stato quello di ribadire che l’Ucraina mantiene capacità operative e che la Russia non avrebbe conseguito una vittoria definitiva.
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