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Garlasco, l’annuncio di Angela Taccia in tv: “La decisione di Andrea Sempio”

Il caso Garlasco è tornato con forza al centro del dibattito pubblico, complice la ripresa di accertamenti e la diffusione di nuovi stralci di atti che riaccendono l’attenzione su uno dei delitti più noti in Italia. A distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ogni elemento legato alle attività della Procura di Pavia viene letto con particolare attenzione, tra richieste di chiarimenti e verifiche su aspetti rimasti controversi.

“Quarta Repubblica”, Garlasco e l’audizione di Marco Poggi

In questo contesto, un passaggio televisivo ha contribuito a riportare la vicenda sotto i riflettori: durante la puntata di lunedì 22 giugno di Quarta Repubblica sono state mostrate immagini relative a un’interrogazione che riguarda Marco Poggi, fratello della vittima. Il materiale, riferito a una deposizione del 20 maggio 2025, si concentra su domande circostanziate che puntano a ricostruire abitudini, accessi e frequentazioni di alcuni spazi della villetta di via Pascoli.

Tra i punti che continuano a generare discussione c’è la cantina dell’abitazione, ambiente su cui gli inquirenti si soffermano per comprendere come venisse utilizzato e chi vi entrasse nel periodo precedente al delitto. Secondo quanto mostrato in trasmissione, le domande mirano a delineare una cornice concreta, basata su ricordi e consuetudini familiari, pur con tutte le difficoltà legate al tempo trascorso.

Chiara Poggi, la vittima dell’omicidio di Garlasco

Le dichiarazioni di Marco Poggi durante l’interrogatorio

Le immagini e le dichiarazioni rilanciate in tv si inseriscono in una fase considerata delicata, in cui ogni dettaglio viene riletto alla luce delle nuove attività investigative. L’obiettivo resta quello di verificare la coerenza delle ricostruzioni e di valutare se, negli atti o nelle testimonianze, possano emergere elementi utili ad arricchire il quadro complessivo dell’inchiesta.

Nel filmato trasmesso, Marco Poggi risponde alle domande degli inquirenti ricostruendo, per quanto possibile, che cosa fosse custodito in cantina e se quel locale venisse effettivamente utilizzato. “In cantina avevo se non sbaglio alcuni vecchi giochi – ha spiegato Marco Poggi – alcune scatole, può essere che sono andato a prendere… siamo andati a prendere delle cose, sì”. Il riferimento è a oggetti di uso personale e materiale conservato nel tempo, elementi che possono apparire marginali ma che, in sede di indagine, servono a definire accessi e presenze.

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