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“Boom di casi ai pronto soccorso, giovani a rischio”: cosa succede negli ospedali italiani

Le temperature continuano a salire in gran parte d’Italia e, mentre le città affrontano giornate sempre più afose, arrivano i primi segnali di allarme dagli ospedali. Il caldo estremo non mette a rischio soltanto anziani e persone fragili, ma può trasformarsi in una minaccia concreta anche per chi è giovane e in buona salute. A lanciare l’avvertimento è una specialista dell’emergenza che osserva ogni giorno gli effetti delle ondate di calore nei pronto soccorso.

Caldo e pronto soccorso, aumentano gli accessi negli ospedali

L’ondata di caldo che sta investendo l’Italia sta già producendo conseguenze sul sistema sanitario. Come riporta Il Messaggero, la dottoressa Maria Pia Ruggieri, direttrice dell’Unità operativa complessa di Medicina d’urgenza e pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, spiega che i primi segnali sono già visibili nelle strutture sanitarie.

«Per quanto riguarda Roma cominciamo a vedere i primi segnali, ma a macchia di leopardo a seconda delle strutture. Alcuni miei colleghi già registrano un incremento del 10 per cento».

Un dato che conferma come le temperature elevate possano tradursi rapidamente in un aumento delle richieste di assistenza medica, soprattutto nei periodi in cui il caldo si prolunga per diversi giorni consecutivi.

Caldo e soggetti fragili, perché le alte temperature sono pericolose

Secondo la dottoressa Ruggieri, il caldo rappresenta innanzitutto una minaccia per anziani e persone con patologie pregresse. Le ondate di calore possono infatti aggravare condizioni cliniche già esistenti, in particolare quelle di natura cardiovascolare.

«Il caldo estremo è prima di tutto un rischio per la salute dei più fragili e dei pazienti anziani. Le ondate di calore possono riacutizzare le patologie di cui sono affetti, di solito di tipo cardiovascolare. Possono causare la disidratazione, soprattutto se la persona anziana non assume acqua in modo sufficiente anche attraverso verdura e frutta».

La specialista sottolinea inoltre come il problema sia spesso amplificato da condizioni sociali difficili. Molti anziani vivono soli, senza un supporto costante o senza sistemi di raffrescamento adeguati nelle abitazioni. In questi casi il rischio di disidratazione e peggioramento delle condizioni di salute aumenta sensibilmente.

Tra le principali raccomandazioni figurano una corretta idratazione, il consumo di frutta e verdura fresca e la necessità di mantenere gli ambienti domestici ben aerati nelle ore più fresche della giornata.

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