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“Addio presidente”. Lutto nella politica italiana, se ne va un personaggio storico

Lutto nella politica italiana: scomparsa di un presidente storico

Se ne va una di quelle presenze che, per decenni, hanno attraversato uffici, aule, corridoi e piazze con lo stesso passo: misurato, instancabile, riconoscibile. Oggi quel silenzio pesa, e non riguarda solo chi lo ha conosciuto da vicino.

Le istituzioni, quelle vere, fatte di carte, responsabilità e decisioni che cambiano la vita delle persone, perdono un protagonista di lungo corso. Un uomo che ha saputo tenere insieme visione e pragmatismo, capace di parlare con tutti senza smarrire la propria rotta. Si è spento a 86 anni, lasciando dietro di sé una scia di ricordi che non appartengono a un solo schieramento, ma a un’intera stagione politica.

E con lui riemerge la storia di una terra e delle sue battaglie, dei compromessi necessari e dei gesti netti. Nato a Serramanna, ha costruito il suo percorso con una disciplina che sapeva diventare calore umano, soprattutto nei momenti in cui la politica chiedeva nervi saldi e ascolto profondo.

Dalle radici alla scelta del Partito socialista

La sua formazione non fu un semplice passaggio: dopo la laurea in Economia e commercio, portò quella competenza dentro la macchina pubblica, lavorando come funzionario direttivo al Ministero del Lavoro. Lì maturò una sensibilità concreta verso i temi dell’occupazione e della tutela sociale, che lo condusse a una scelta destinata a non cambiare: il partito socialista diventò la sua casa politica, il suo orizzonte, il suo linguaggio.

Prima dei palazzi più alti, ci furono le strade e i problemi quotidiani dell’amministrazione locale. A Cagliari ricoprì l’incarico di assessore comunale tra il 1970 e il 1975: anni in cui si impara a misurare le promesse con la realtà, e in cui si capisce che la fiducia dei cittadini si conquista solo restando presenti, anche quando le luci si spengono.

Carriera politica in Consiglio regionale: lavoro, sanità e responsabilità di governo

L’ingresso nel Consiglio regionale arrivò nel 1974, aprendo un tratto lungo e intenso che si sarebbe protratto fino al 1987. In quelle aule, Rais non fu una comparsa: assunse incarichi pesanti, dentro fasi delicate, quando governare significava spesso scegliere tra urgenze e risorse limitate.

Tra gennaio 1977 e ottobre 1978 guidò l’assessorato del Lavoro nella Giunta presieduta da Pietro Soddu. Poi, dall’ottobre 1979 al settembre 1980, passò all’assessorato della Sanità sotto Sandro Ghinami. Due mondi diversi, due fronti complessi, un’unica cifra costante: la capacità di tenere insieme metodo e decisione, senza perdere il contatto con ciò che accadeva fuori dai palazzi.

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