
Il caldo record che ha caratterizzato la fine di giugno non è destinato a esaurirsi in modo definitivo con il cambio di mese. Dopo giorni di temperature elevate e notti particolarmente faticose, sull’Italia è attesa una fase più dinamica: un temporaneo ridimensionamento dei valori termici accompagnato, però, da un aumento della probabilità di temporali violenti. A delineare il quadro è il meteorologo Bernardo Gozzini, direttore del laboratorio Lamma, secondo cui l’attenuazione del caldo sarà breve e luglio resterà nel complesso più caldo della norma.
Secondo Gozzini, i segnali sono coerenti con una tendenza consolidata negli ultimi decenni. “Le nostre estati hanno guadagnato 2 gradi rispetto a cinquant’anni fa”, spiega, indicando un riscaldamento più marcato nella stagione estiva rispetto alle altre. L’effetto è un’estate diversa, con condizioni che incidono sulla vita quotidiana e sulle abitudini: “Le estati di una volta non torneranno più. A Firenze da ragazzi andavamo al cinema all’aperto e col biglietto ci davano la coperta. Per tornare in motorino mettevamo il giubbotto. Oggi sarebbe inimmaginabile”.
Il passaggio verso una fase meno rovente, in questa lettura, non equivale a un ritorno stabile a valori tipici. La sequenza attesa prevede oscillazioni: prima una flessione termica, poi una nuova risalita. In parallelo, l’atmosfera rimane predisposta a episodi intensi, perché il calore accumulato al suolo e nei bassi strati può alimentare fenomeni temporaleschi quando arriva aria più fresca in quota.
