
Il mondo del giornalismo sportivo e della televisione italiana piange la scomparsa di uno dei suoi volti e delle sue voci più autorevoli. Si è spento all’età di settantanove anni un uomo che ha letteralmente plasmato il modo inche oggi viene raccontato lo sport sul piccolo schermo. La sua dipartita lascia un vuoto incolmabile non solo tra i colleghi e gli addetti ai lavori, ma anche nei tantissimi appassionati che, nel corso dei decenni, sono cresciuti sintonizzandosi sulle sue frequenze. Questo professionista ha rappresentato una vera e propria avanguardia in tempi in cui la televisione muoveva passi pionieristici, riuscendo a intravedere prima di altri le immense potenzialità del mezzo di comunicazione e trasformando la narrazione calcistica da una semplice cronaca degli eventi a un vero e proprio spettacolo intrattenitivo, pur mantenendo sempre un profilo di altissima competenza e assoluto rigore professionale.
Un pioniere che ha rivoluzionato il racconto calcistico
La figura di Luigi Colombo resterà per sempre impressa negli annali della televisione per essere stato un autentico innovatore del linguaggio giornalistico. A lui si deve infatti l’invenzione della telecronaca a due voci, una formula che oggi consideriamo lo standard assoluto per qualsiasi evento sportivo, ma che all’epoca rappresentò una rivoluzione senza precedenti. Durante gli anni d’oro di Telemontecarlo, intuisce che il racconto della partita poteva arricchirsi enormemente grazie al supporto tecnico di un ex calciatore o di un allenatore. Da questa felice intuizione nacquero sodalizi memorabili con vere e proprie leggende del calcio come José Altafini, Fabio Capello e Giacomo Bulgarelli. Questa accoppiata tra il giornalista professionista e la spalla tecnica permise di approfondire le dinamiche di gioco in tempo reale, portando nelle case degli italiani un commento tecnico competente e al tempo stesso dinamico.
Nel corso della sua lunghissima ed eccezionale parabola professionale, Luigi Colombo ha commentato oltre 550 partite internazionali, diventando il punto di riferimento per tutti gli amanti del calcio estero, che sapeva spiegare e descrivere con un’eleganza innata e una punta di proverbiale ironia. Il suo curriculum vanta la copertura di ben tre edizioni delle Olimpiadi e di tre edizioni dei Campionati Europei, manifestazioni seguite sempre con lo stesso entusiasmo e con una precisione cronachistica impeccabile. I suoi primi passi nel settore erano iniziati agli albori dell’emittenza privata con Telemilano 58, dove ebbe modo di incrociare il proprio cammino con colossi dello spettacolo come Mike Bongiorno. Nel corso della sua vita ha avuto il privilegio di raccontare le gesta dei più grandi campioni di sempre, incluso Diego Armando Maradona, costruendo un percorso umano e professionale straordinario che lui stesso aveva deciso di raccogliere e narrare tra le pagine del suo libro intitolato Passo doppio.
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