
Il sindaco di Udine, Felice Alberto De Toni, risulta indagato dalla Procura di Udine nell’ambito di un procedimento relativo a una presunta corruzione elettorale. La notizia, riferita dalle testate locali, apre un nuovo capitolo giudiziario e politico nel capoluogo friulano, mentre l’inchiesta resta in una fase preliminare e non contiene alcun accertamento definitivo di responsabilità.
Al centro della vicenda ci sono fatti che risalgono alla fase delle elezioni amministrative e alle decisioni maturate successivamente alla vittoria del primo cittadino, sostenuto dalla coalizione di centrosinistra. Gli inquirenti sono chiamati a verificare la ricostruzione contenuta in un esposto presentato nel 2024 da una parte dell’opposizione in Consiglio comunale.
Nello stesso fascicolo risulterebbero iscritti anche Stefano Salmè, consigliere comunale di opposizione, e Daniela Perissutti, sua compagna e vicepresidente di Arriva Udine, società partecipata impegnata nella gestione del trasporto pubblico urbano ed extraurbano. Si tratta di posizioni che dovranno essere valutate nel corso del procedimento, nel rispetto delle garanzie previste per tutti gli indagati.
Il caso ha inevitabilmente acceso l’attenzione sul quadro amministrativo cittadino. Tuttavia, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio investigativo e non una sentenza: saranno gli eventuali ulteriori accertamenti e le decisioni dell’autorità giudiziaria a definire se vi siano elementi per proseguire oppure per chiudere la vicenda.