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Alice morta in piscina, la svolta shock: “Poteva salvarsi”. Tutta colpa di un dettaglio

La morte di Alice, la bambina di 11 anni rimasta sott’acqua in una piscina del Genovese, è al centro di un’inchiesta della Procura di Genova. La piccola era stata soccorsa in condizioni gravissime e trasportata all’ospedale Gaslini, dove è deceduta nelle ore successive. Gli investigatori stanno ricostruendo la dinamica dell’accaduto e verificando il rispetto delle misure di sicurezza nell’impianto.

Il procedimento, aperto con l’ipotesi di omicidio colposo, è nella fase degli accertamenti preliminari. Al momento non sono stati resi noti eventuali nomi di indagati e le verifiche dell’autorità giudiziaria dovranno stabilire se vi siano state responsabilità nella gestione della struttura.

Alice morta in piscina: disposta l’autopsia

Il fascicolo è seguito dal pubblico ministero Fabrizio Givri. Nelle prossime ore la Procura dovrebbe conferire l’incarico per l’autopsia sul corpo della bambina, esame considerato fondamentale per chiarire le cause del decesso e definire le conseguenze dell’incidente avvenuto in vasca.

Solo dopo il conferimento dell’incarico potranno essere inviati gli eventuali avvisi di garanzia. Secondo quanto riferito, gli accertamenti sono stati affidati alla Guardia Costiera su delega della Procura di Genova.

La famiglia di Alice, nonostante il dolore per la perdita della figlia, ha autorizzato la donazione degli organi. Un gesto compiuto nelle ore più difficili, dopo il decesso avvenuto al Gaslini.

La ricostruzione del dramma nella piscina del Genovese

In base alla prima ricostruzione, il pomeriggio del 15 luglio la bambina sarebbe entrata in acqua per un ultimo bagno mentre i genitori si stavano preparando a lasciare lo stabilimento. La vasca, secondo gli elementi raccolti finora, aveva una profondità di poco superiore a un metro.

Per ragioni ancora da chiarire in modo definitivo, i capelli di Alice sarebbero stati risucchiati dal bocchettone di aspirazione della piscina. La situazione le avrebbe impedito di tornare in superficie.

A notare che qualcosa non andava sarebbe stato un altro ragazzino presente nell’area della vasca. Dopo il suo allarme sono scattati immediatamente i soccorsi, in una corsa contro il tempo che purtroppo non ha avuto l’esito sperato.

Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva.

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