
Dopo giorni di accertamenti, interrogativi e ricostruzioni, arriva una svolta nell’inchiesta sulla morte di Luca Esposito, il giornalista sportivo trovato senza vita nelle campagne di Eboli, in provincia di Salerno. Gli investigatori, che fin dall’inizio hanno lavorato senza sosta per ricostruire le ultime ore della vittima, hanno individuato e fermato un uomo ritenuto il presunto responsabile del delitto. Restano però ancora numerosi aspetti da chiarire, a partire dal movente che avrebbe portato a un omicidio di estrema violenza.

Il fermo del presunto assassino
Nella notte del 25 luglio i carabinieri hanno eseguito il fermo di un uomo sul quale si erano concentrati i sospetti nel corso delle indagini coordinate dalla Procura di Salerno e condotte dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri. Secondo quanto emerso, il sospettato sarebbe stato rintracciato mentre si nascondeva all’interno di un casolare abbandonato. L’operazione è stata portata a termine con il supporto del Reparto Indagini Tecniche del Ros e dello Squadrone Cacciatori di Puglia.
Al momento gli investigatori non hanno reso note ulteriori informazioni sull’identità dell’uomo né sugli elementi che hanno portato al provvedimento di fermo.
Il ritrovamento del corpo di Luca Esposito
Il corpo di Luigi Esposito, conosciuto da tutti come Luca, era stato trovato nella notte del 19 luglio in località Cioffi, nel territorio di Eboli. Il cadavere presentava gravissime lesioni ed era stato devastato dalle fiamme. Poco distante era stata rinvenuta anche l’automobile del giornalista, parcheggiata e chiusa, particolare che ha rappresentato uno dei primi elementi analizzati dagli investigatori per ricostruire la dinamica dell’accaduto.
Fin dalle prime ore successive al ritrovamento, la violenza del delitto aveva lasciato intendere che gli autori avessero agito con particolare ferocia.
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