
Questa è la storia di un uomo che, pur sapendo di avere davanti a sé un tempo incerto e sempre più breve, ha chiesto di tornare per un’ultima volta davanti all’obiettivo. Non per cercare compassione, ma per lasciare una traccia, con la lucidità dolorosa di chi non vuole sottrarsi alla verità.
Il quadro era già estremamente delicato: una grave malattia, condizioni fisiche in peggioramento e la consapevolezza che ogni progetto andasse misurato sul presente. Eppure quell’incontro televisivo è stato voluto fino in fondo. Pochi giorni dopo la registrazione, la notizia della sua morte ha reso quelle immagini un commiato che oggi appare ancora più struggente.

Nick Hitchon e il tumore alla gola: l’annuncio che ha commosso la tv
Il protagonista era Nick Hitchon, volto della celebre serie documentaristica britannica Up, avviata nel 1964 con Seven Up!. L’ultima intervista, realizzata per il capitolo conclusivo 70 Up, è stata registrata mentre lo scienziato affrontava un tumore alla gola in fase terminale. Hitchon è morto a 65 anni appena tre giorni dopo aver affidato alla troupe le sue ultime parole.
La sua vicenda aveva accompagnato il pubblico per quasi tutta una vita. Era entrato nel progetto quando aveva sette anni, uno dei bambini scelti per un esperimento televisivo destinato a diventare un riferimento della documentaristica: tornare ogni sette anni dagli stessi protagonisti per osservare il peso delle origini familiari, delle possibilità ricevute e delle scelte maturate nel tempo.
Nell’episodio precedente, girato sette anni prima, Hitchon non aveva nascosto la diagnosi. Aveva parlato apertamente del cancro terminale e di una prospettiva ormai concentrata sul presente, sul “futuro a breve termine”. Per questo, secondo la ricostruzione emersa, non era affatto scontato che potesse partecipare anche all’ultimo capitolo della serie.
Quando la malattia si è aggravata, tuttavia, sarebbe stato lui stesso a contattare la produttrice Claire Lewis. Il desiderio era preciso: concedere una nuova intervista e far sì che anche quel passaggio difficile entrasse nel racconto iniziato nell’infanzia. Una decisione che, vista la rapidità degli eventi successivi, ha avuto il valore di un addio consapevole.

Da Seven Up! a 70 Up: la vita raccontata per oltre sessant’anni
Nato e cresciuto nello Yorkshire Dales, in una famiglia di agricoltori, Nick Hitchon era partito da un contesto rurale molto distante dagli ambienti privilegiati di altri bambini coinvolti nella trasmissione. La forza del format stava proprio nel confronto tra esistenze nate in scenari sociali opposti, dalle grandi città alle campagne, dalle famiglie più agiate a quelle con minori risorse.
Con gli anni, la sua strada aveva preso una direzione inattesa e prestigiosa. Hitchon era diventato uno scienziato esperto di fusione nucleare, poi professore all’Università del Wisconsin, negli Stati Uniti, dove aveva lavorato fino al pensionamento. Una traiettoria personale seguita a intervalli regolari dalle telecamere, fino al drammatico aggiornamento finale.
Nel corso dell’ultima testimonianza aveva raccontato anche le conseguenze più pesanti della malattia e un ictus subito nei mesi precedenti. Le sue parole, dirette e amare, restano tra i momenti più forti dell’intervista: “Ho avuto un ictus lo scorso autunno e a quanto pare hanno chiesto numerose volte se avrebbero dovuto lasciarmi morire.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva