
Per mesi è stata uno dei volti più sorprendenti della nuova politica italiana, capace di trasformare ogni uscita pubblica in un momento di forte attenzione mediatica. Ora, però, per Silvia Salis, sindaca di Genova, arriva una fase più complicata: le critiche iniziano a piovere anche dall’interno del suo stesso campo politico e amministrativo. Al centro del dibattito ci sono tasse, sicurezza e il rapporto tra immagine pubblica e risultati concreti.

Silvia Salis e la Tari a Genova: il caso della tassa sui rifiuti
Il primo fronte di tensione riguarda la Tari, la tassa sui rifiuti, destinata ad aumentare per le famiglie genovesi con un incremento medio del 5,7%. La contestazione, secondo quanto riportato, non riguarda soltanto l’entità del rincaro, ma soprattutto il metodo seguito dall’amministrazione comunale.
Le critiche arrivate dal mondo sindacale si concentrano infatti sulla mancanza di un confronto preventivo con le parti sociali. La Cgil avrebbe contestato una gestione ritenuta poco condivisa, accusando il Comune di aver comunicato la decisione senza un adeguato percorso di dialogo.
Come riporta La Stampa, il tema di una Genova più cara e meno sicura è diventato uno dei primi grandi banchi di prova per la sindaca, chiamata a gestire una fase politica diversa rispetto ai mesi iniziali del mandato.
Il rincaro della Tari si inserisce inoltre in un quadro più ampio di aumenti già discussi nei mesi precedenti, tra cui Imu, addizionale Irpef, tassa di soggiorno e tariffe del trasporto pubblico. Per i critici, il rischio è che alla crescita dei costi non corrisponda una percezione altrettanto evidente di miglioramento dei servizi.

Sicurezza a Genova: il nodo della Darsena e le proteste dei cittadini
L’altro grande tema sul tavolo è quello della sicurezza a Genova. Una delle immagini simbolo del dibattito è arrivata dalla Darsena del Porto Antico, area scelta dalla stessa sindaca per presentare un progetto legato al rafforzamento della presenza della polizia locale.
Il video istituzionale pensato per raccontare il nuovo presidio ha però riportato l’attenzione sulle difficoltà della zona, dove alcuni cittadini continuano a segnalare problemi legati a degrado urbano, spaccio e microcriminalità.
Nel frattempo, alcune iniziative spontanee dei residenti hanno alimentato il confronto pubblico: dalla richiesta di maggiore controllo del territorio fino alla scelta, in alcune realtà condominiali, di ricorrere alla vigilanza privata. Sul tema sicurezza si sono svolte anche manifestazioni cittadine, con momenti di tensione e aggressioni ai danni di cronisti durante un corteo a Sestri Ponente.
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