Si aggravano i contorni della tragedia avvenuta ieri, sabato 1 agosto, in Perù, dove un piccolo aereo turistico è precipitato nei pressi delle celebri Linee di Nazca. Le sette vittime italiane, secondo quanto confermato dai media locali, erano tutte originarie della provincia di Monza e Brianza, e appartenevano a due famiglie legate da una profonda amicizia, partite insieme per una vacanza che si è trasformata in tragedia.
Chi sono le vittime italiane

Le prime a essere identificate sono state Elena Sala, 58 anni, il marito Massimo Angelucci, anche lui 58enne, e il figlio Lorenzo Angelucci, 24 anni, residenti a Seregno. Insieme a loro viaggiavano gli amici Paolo Gianturco, 59 anni, e Cristina Maria Bianco, 57 anni, di Monza, con i figli Matteo Gianturco, 24 anni, studente di Economia a Bergamo, e Pietro Gianturco, 18 anni.
Due famiglie di amici, dunque, partite insieme per un viaggio in Sud America che si è concluso nel peggiore dei modi, portandosi via cinque uomini e due donne, tra cui due ragazzi appena maggiorenni.
Come è avvenuto lo schianto
Il piccolo velivolo, della compagnia Aerodiana, era decollato da pochi minuti dall’aeroporto “Maria Reiche” di Pisco, diretto verso il celebre sito archeologico di Nazca, quando ha smesso di rispondere ai contatti con il controllo del traffico aereo. L’aereo si è schiantato al suolo nella zona di Pueblo Viejo, per poi prendere rapidamente fuoco, rendendo vano ogni tentativo di soccorso da parte dei primi arrivati sul posto.
A bordo si trovavano tredici persone in totale: undici turisti stranieri, tra cui i sette italiani, due cittadini tedeschi e due spagnoli, oltre a due membri dell’equipaggio, entrambi peruviani. Nessuno è sopravvissuto all’impatto.
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