
Per milioni di automobilisti il bollo auto è una di quelle scadenze che tornano ogni anno, spesso legate a un calendario preciso e non sempre facile da ricordare. Ora quel meccanismo è destinato a cambiare. Il governo ha infatti approvato una miniriforma della tassa automobilistica che interviene soprattutto sulle modalità di pagamento, sulla durata del primo periodo tributario e sulla gestione del gettito. Non si tratta però, almeno per ora, di una revisione degli importi: non viene introdotto un nuovo sistema per stabilire quanto pagare. Le principali modifiche arriveranno dal 2028, mentre una novità importante scatterà già nel 2027.
Il provvedimento è stato approvato dal governo il 5 agosto all’interno del decreto legislativo dedicato ai tributi regionali e locali e al federalismo fiscale regionale. Prima di considerare definitive tutte le disposizioni sarà comunque necessario attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale. Alcuni aspetti, quindi, potrebbero essere precisati o modificati nella versione finale.
La parte principale della riforma dovrebbe diventare operativa dal 1° gennaio 2028. Alcune disposizioni, invece, entreranno in vigore già dall’anno precedente.

Quanto si pagherà? Per ora non cambia nulla
La prima informazione da tenere a mente riguarda l’importo della tassa. La riforma non modifica i parametri nazionali utilizzati per calcolare il bollo auto. Continueranno quindi a essere determinanti la potenza del veicolo, la classe ambientale e le tariffe previste dalla normativa.
A queste si aggiungono le eventuali maggiorazioni che le Regioni possono applicare nei limiti consentiti. Rimane inoltre in vigore il superbollo per le automobili con potenza elevata. Questo significa che il provvedimento non nasce per aumentare o diminuire automaticamente il costo del bollo: l’intervento riguarda soprattutto il modo in cui la tassa viene applicata, le sue scadenze e la gestione dei versamenti.
La riforma non modifica neppure, a livello nazionale, i principali meccanismi di esenzione e agevolazione già previsti. Rimangono quindi in vigore le regole esistenti per le diverse categorie di veicoli che beneficiano di particolari trattamenti fiscali, compresa l’esenzione per le auto elettriche nei periodi e secondo le condizioni stabilite dalla normativa.
Eventuali differenze territoriali già previste dalle singole Regioni continueranno quindi a essere applicate secondo le rispettive disposizioni.
La vera novità riguarda il primo bollo
Una delle modifiche più importanti interesserà chi acquista un’auto nuova.
Attualmente il primo periodo del bollo può avere una durata differente in base alla data di immatricolazione e alla tipologia del veicolo. Successivamente la scadenza viene ricondotta al tradizionale sistema basato sui periodi dell’anno.
Dal 1° gennaio 2028 il meccanismo dovrebbe diventare molto più semplice: il primo bollo avrà una durata di 12 mesi a partire dal mese di immatricolazione.
In pratica, il periodo iniziale sarà direttamente collegato al momento in cui l’auto viene immatricolata, senza dover fare riferimento a una scadenza prestabilita che può arrivare pochi mesi dopo l’acquisto.
Un sistema simile è già utilizzato in alcune Regioni, tra cui Lombardia e Piemonte.
Per le automobili che sono già in circolazione, invece, continueranno a essere applicate le periodicità maturate secondo le regole precedenti.
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