Il cinema italiano dice addio a una protagonista che, pur avendo scelto da decenni una vita lontana dai riflettori, aveva lasciato un segno importante sul grande schermo. L’ex attrice è morta a 80 anni dopo una malattia, chiudendo una storia personale e professionale attraversata dal successo, da incontri con grandi registi e da una decisione sorprendente presa proprio quando la popolarità sembrava poterle aprire nuove strade.
La notizia della morte, confermata all’Adnkronos, riporta inevitabilmente alla memoria una stagione particolarmente vivace del cinema italiano, quella compresa tra la fine degli anni Sessanta e la prima metà dei Settanta. In pochi anni l’attrice riuscì infatti a costruire una filmografia ricca, lavorando al fianco di autori come Alberto Lattuada, Giuseppe Patroni Griffi, Gérard Oury, Lucio Fulci, Luigi Bazzoni e Alberto Sordi.
Morta a 80 anni dopo una malattia: cinema, successo e vita privata

Eppure, dietro quella carriera rimasta impressa soprattutto per un film diventato un classico, si nasconde una scelta controcorrente. Nel momento in cui avrebbe potuto continuare a sfruttare la notorietà raggiunta, decise di abbandonare progressivamente il set e la vita pubblica. Una svolta che negli anni contribuì a rendere ancora più particolare la sua figura, fino al trasferimento in Svizzera e a una quotidianità vissuta con grande riservatezza.

Prima di arrivare a quel ritiro, però, c’era stata un’ascesa molto rapida. Silvia Monti, nome d’arte di Silvia Cornacchia, era nata il 23 gennaio 1946 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, e non a Venezia come indicato in alcune biografie. Il suo debutto cinematografico risaliva al 1969, quando ottenne una piccola parte in “Fräulein Doktor” di Alberto Lattuada.
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