
È morta a 80 anni Silvia Monti, attrice italiana nota soprattutto per il film “Finché c’è guerra c’è speranza” con Alberto Sordi. All’anagrafe Silvia Cornacchia, si è spenta martedì 11 agosto a Lugano, in Svizzera, città nella quale viveva con il marito Carlo De Benedetti.
Da tempo l’attrice era affetta da demenza frontotemporale, patologia neurodegenerativa grave. Della malattia aveva parlato pubblicamente il nipote, Edoardo Donà dalle Rose, nel quadro di un’iniziativa dedicata alla sensibilizzazione e alla raccolta di fondi per la ricerca sulle malattie neurodegenerative.
Il nipote aveva deciso di partecipare alla Maratona di New York, prevista per il prossimo 1° novembre, con l’obiettivo di richiamare l’attenzione sulla ricerca scientifica e rendere omaggio alla nonna attraverso un’iniziativa personale.

Gli esordi di Silvia Monti nel cinema italiano
Nata il 23 gennaio 1946 a Bassano del Grappa, in provincia di Vicenza, Silvia Monti lasciò la sua città a 21 anni per avviare la carriera nel mondo del cinema. Il debutto sul grande schermo risale al 1969, in “Fräulein Doktor” di Alberto Lattuada.
Nello stesso anno recitò anche in “Metti, una sera a cena” diretto da Giuseppe Patroni Griffi e in “Il cervello” di Gérard Oury. In breve tempo divenne uno dei volti conosciuti del cinema italiano tra la fine degli anni Sessanta e la prima parte del decennio successivo.
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