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Caso ricina, la notizia bomba è appena arrivata: “È in questura”

Prosegue l’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute a Pietracatella, in provincia di Campobasso, dopo un presunto avvelenamento da ricina. Nelle ultime ore Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, è stato convocato negli uffici della Questura di Campobasso, dove si è trattenuto per oltre tre ore.

Secondo quanto emerso, nell’ambito degli accertamenti sarebbe stato svolto un confronto tra Gianni Di Vita e una donna indicata come sua amica. Al momento non sono stati divulgati né il contenuto delle dichiarazioni raccolte né gli aspetti sui quali gli investigatori starebbero effettuando verifiche.
La circostanza si inserisce in una fase ancora delicata dell’indagine, orientata a ricostruire in modo puntuale i rapporti, gli spostamenti e gli ultimi contatti delle persone coinvolte nella vicenda.

In Questura la procuratrice Elvira Antonelli

Negli uffici della Questura di Campobasso erano presenti anche la procuratrice di Larino Elvira Antonelli, titolare del coordinamento investigativo, e il dirigente della Squadra Mobile Marco Graziano. La partecipazione diretta dei vertici dell’inchiesta conferma l’attenzione riservata agli approfondimenti in corso.

Gianni Di Vita era già stato ascoltato in più occasioni nel corso degli ultimi mesi. Nel fascicolo aperto per il presunto duplice omicidio premeditato risulta parte offesa e, durante le precedenti audizioni, era stato sentito come persona informata sui fatti.

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