
Una bottiglia lanciata al volto, il trasferimento in ospedale e due operazioni eseguite in urgenza. È quanto ha raccontato Stefano Rochira, figlio di Sabrina Martinengo, ex protagonista di Temptation Island: il giovane ha riferito di essere stato aggredito nelle prime ore del mattino e di aver rischiato gravi conseguenze a un occhio.
L’episodio si sarebbe verificato a Cuneo nella notte tra venerdì e sabato 7 agosto. Secondo il suo racconto, tutto sarebbe iniziato mentre cercava di confortare una ragazza in lacrime. Poco dopo, sarebbe stato colpito improvvisamente al viso.


Stefano Rochira aggredito a Cuneo: il racconto della notte
Il giovane ha scelto di condividere pubblicamente quanto accaduto, ripercorrendo i momenti immediatamente successivi all’aggressione. Sul posto sono intervenuti i sanitari e le forze dell’ordine, quindi Rochira è stato portato in ospedale per le cure necessarie.
“Sabato 7 agosto, intorno alle 4.00 del mattino, vengo colpito a tradimento da una bottiglia sul viso. La mia colpa? Aver offerto conforto a una ragazzina che ho visto crescere in casa mia e che, ormai donna, piangeva sola su una scalinata. Le forze dell’ordine e il personale sanitario intervengono immediatamente e vengo trasportato in ospedale. Chiamare mia madre, raccontarle frettolosamente ciò che era successo per poi sentire la sua voce spezzarsi, penso sia stata la sensazione più brutta della mia vita”.
La situazione ha destato forte preoccupazione tra i familiari del ragazzo. La gravità delle ferite, in particolare quelle riportate al volto, ha reso necessari interventi immediati.
Due operazioni d’urgenza dopo l’aggressione
Per Stefano Rochira è iniziato un percorso ospedaliero particolarmente delicato. Come ha spiegato, i medici sono intervenuti contemporaneamente per la ricostruzione del naso e per la sutura della cornea, con l’obiettivo di salvaguardare l’occhio colpito.
“Subisco due operazioni d’urgenza in contemporanea: la ricostruzione del naso e la sutura della cornea. Dovevano cercare di salvarmi l’occhio. Dal momento del risveglio mi sono ritrovato in una bolla che, ancora oggi, fatico a metabolizzare. Auguro a qualsiasi persona sulla Terra di ricevere, almeno una volta nella vita, l’amore che ho provato sulla mia pelle in questi giorni. Quell’amore che ti cura più delle medicine. Le lacrime di una madre e gli abbracci di un padre, capaci di sanare ferite che nessun farmaco potrebbe curare. Le mie sorelle meravigliose che, nonostante ogni attrito, hanno dato tutto”.
Il giovane ha sottolineato che il recupero non è ancora concluso. Dopo lo spavento iniziale e gli interventi, resta dunque alta l’attenzione sulle sue condizioni e sui tempi della completa guarigione.
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