
La casa di Pietracatella, dove lo scorso dicembre morirono Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita, continua a restituire elementi destinati a essere esaminati dagli investigatori. Nel nuovo capitolo dell’inchiesta sulla ricina, a colpire è soprattutto un dettaglio apparentemente banale, ma che ora entra nel lungo elenco dei reperti da analizzare.

Ricina, 131 reperti sequestrati nella casa di Pietracatella
Durante il sopralluogo effettuato a fine luglio, la polizia scientifica ha sequestrato complessivamente 131 reperti nell’abitazione della famiglia Di Vita. L’elenco, reso noto dal Tg1 e riportato anche da ANSA, comprende oggetti e sostanze di uso quotidiano: residui di pane, un cestino dell’immondizia, una spazzola, un contenitore con liquido medicale, oltre a un prodotto per lavare i pavimenti, una borraccia e una bottiglia vuota.
L’obiettivo degli accertamenti è verificare l’eventuale presenza di tracce di ricina. Gli investigatori hanno effettuato tamponi in diversi punti dell’abitazione e sugli stessi oggetti sequestrati, comprese le impronte delle suole di un paio di scarpe.

Ricina, il sacchetto rosso con la scritta «Monique»
Tra i reperti c’è anche un elemento che ha attirato particolare attenzione: un sacchetto di plastica rosso sul quale compare la scritta «Monique». Come riporta Libero Quotidiano, il nome potrebbe essere uno dei possibili diminutivi riconducibili a persone già emerse nell’ambito dell’inchiesta, ma al momento non è possibile attribuire a quel reperto un significato preciso.
La prudenza, in questa fase, resta quindi fondamentale: la presenza della scritta non dimostra di per sé alcun collegamento con il decesso di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. Saranno gli accertamenti scientifici e investigativi a stabilire se il sacchetto possa contenere elementi utili alla ricostruzione dei fatti. Tra gli altri reperti figurano inoltre guanti di gomma verdi e un filtro per aspirapolvere.
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