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“Ciao papà”: grave lutto per la politica italiana, il triste annuncio

Ci sono addii che arrivano con poche parole, ma dietro quelle parole custodiscono una vita intera. È così che Debora Serracchiani ha scelto di comunicare una perdita personale, pubblicando sui social una fotografia particolarmente intima e affidando a un lungo messaggio il ricordo dell’uomo che le è stato accanto fin dall’infanzia. Un racconto fatto di episodi familiari, sacrifici, insegnamenti e anche qualche sorriso, fino a quell’ultima frase capace di riportare per un istante il lettore dentro la loro quotidianità.

L’addio al padre

La deputata del Partito Democratico ha annunciato la morte del padre con una fotografia delle loro mani, una appoggiata sull’altra. Sopra l’immagine, soltanto due parole: «Ciao Papà».

Da lì prende forma un messaggio nel quale Serracchiani ripercorre il rapporto con il padre e le tante tappe che hanno segnato il suo percorso. Non soltanto i momenti più importanti, ma anche quei piccoli ricordi che, dopo una perdita, assumono un significato ancora più grande.

«Fino all’ultimo è stato bello starti accanto», scrive la parlamentare, ricordando la vicinanza che ha potuto mantenere con lui fino agli ultimi momenti.

Gli insegnamenti ricevuti da bambina

Nel lungo ricordo trovano spazio anche gli anni dell’infanzia. Il padre le aveva insegnato ad andare in motorino e a giocare a tennis, ma per Serracchiani gli insegnamenti più importanti erano stati altri. Da lui avrebbe imparato il rispetto per le persone, l’attenzione verso chi attraversava un momento difficile e l’amore per gli animali. Un insieme di valori che, nel ricordo della figlia, rappresentano una parte fondamentale di ciò che le è stato trasmesso durante la crescita.

Poi c’è il tema della fiducia. Quella che il padre le avrebbe dimostrato anche quando le sue scelte hanno cominciato a portarla lontano dalla famiglia.

Tra i passaggi più toccanti del messaggio c’è il ricordo dei sacrifici affrontati dal padre per permetterle di costruire il proprio futuro.

Serracchiani racconta infatti che, per consentirle di studiare, l’uomo era arrivato a svolgere due lavori. Un sacrificio che lei oggi rilegge alla luce di tutto il percorso compiuto e che diventa una delle ragioni per cui sente di dovergli una parte importante di ciò che è diventata. A 18 anni era partita da sola per Londra. Successivamente era arrivata a Udine, continuando a compiere scelte che l’avrebbero progressivamente portata verso la propria strada. Alcune decisioni, racconta, erano state anche «un po’ ribelli» e avevano inevitabilmente suscitato qualche preoccupazione nel padre.

Ma dietro quelle preoccupazioni, nel suo racconto, c’era sempre una presenza capace di lasciarle spazio.

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