
Una domenica di fine estate, il passo lento lungo un sentiero e il silenzio delle montagne interrotto soltanto dalle voci di un gruppo di amici. Poi un gesto minuscolo, quasi impercettibile, e una situazione precipitata nel giro di pochissimo tempo. Una puntura d’insetto ha trasformato un’escursione in un dramma che ha lasciato sgomente due comunità.
Secondo quanto riportato, la reazione dell’organismo sarebbe stata immediata e violentissima: uno shock anafilattico che non ha dato margine ai tentativi di aiuto. La vittima aveva soltanto 38 anni ed era una persona molto conosciuta per il suo impegno professionale e sociale.

Puntura d’insetto fatale durante un’escursione nel Cuneese
La tragedia si è consumata domenica 30 agosto 2026, tra le montagne del Cuneese. A perdere la vita è stato Alex Ammendolia, sindacalista di 38 anni, impegnato da tempo nella difesa di chi lavora nell’ambito sanitario e sociale.
Era uscito per una passeggiata in montagna con alcuni amici, in quella che doveva essere una parentesi semplice, lontana dai ritmi e dalle responsabilità di ogni giorno. Durante il percorso sarebbe stato punto da un insetto, con ogni probabilità una vespa, e il veleno inoculato avrebbe innescato una grave crisi allergica.

Shock anafilattico: la ricostruzione delle ultime ore
Gli accertamenti sulla dinamica restano legati a una ricostruzione segnata dalla rapidità degli eventi. Dopo la puntura d’insetto, le condizioni di Ammendolia sono peggiorate in modo repentino, compatibile con uno shock anafilattico particolarmente severo.
Chi era con lui ha cercato di dare subito l’allarme e di attivare i soccorsi, ma il malore si è rivelato fatale prima che potesse essere raggiunta una struttura sanitaria. Un epilogo improvviso, difficile da accettare per quanti conoscevano la sua energia e la sua presenza costante accanto agli altri.
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