
Una notte di attacchi incrociati e massima apprensione tra Ucraina, Russia e Paesi baltici. Mentre missili e droni russi hanno colpito Kiev e la regione di Odessa, l’incursione di alcuni velivoli senza pilota nello spazio aereo dell’Estonia ha fatto scattare l’intervento dei caccia della Nato.
Il bilancio più pesante arriva dalla capitale ucraina, dove il raid ha provocato sette vittime e gravi danni a una struttura ferroviaria. Kiev ha risposto con droni diretti contro infrastrutture russe nella regione di Samara e verso il porto di Ust-Luga, sul Mar Baltico.

Guerra Ucraina, raid russo su Kiev: sette morti
L’attacco notturno contro Kiev è stato descritto dalle autorità ucraine come un’operazione su larga scala, effettuata con missili balistici e droni da combattimento. Le prime segnalazioni parlavano di almeno quattro morti e diversi feriti, ma il bilancio è stato poi aggiornato a sette vittime.
Secondo quanto comunicato dal direttore delle Ferrovie ucraine, Oleksandr Pertsovskyi, sei delle persone uccise erano dipendenti del comparto ferroviario. Un altro lavoratore è rimasto ferito ed è stato portato in ospedale.
Nel raid è stata colpita un’infrastruttura ferroviaria della capitale, dove si sono sviluppati incendi e sono stati registrati danni rilevanti. Le autorità locali hanno riferito che nel mirino sarebbero finite anche infrastrutture civili, mentre proseguivano soccorsi e accertamenti sull’entità delle devastazioni.

Attacco a Odessa, danni a case e al valico di Orlivka
La pressione russa si è concentrata anche sulla regione di Odessa. Missili e droni hanno danneggiato abitazioni, una sartoria e un punto di attraversamento per traghetti nella zona di Orlivka, al confine con la Romania.
Una persona è rimasta ferita e due edifici residenziali hanno subito danni. Un incendio è divampato all’interno della sartoria, mentre il valico internazionale utilizzato dal servizio di traghetti è stato raggiunto dagli attacchi. Le squadre del Servizio statale per le emergenze ucraino hanno successivamente spento i roghi.
Si tratta di un’area particolarmente sensibile per i collegamenti transfrontalieri. Resta da valutare l’impatto dell’azione sulle attività del punto di passaggio e sui collegamenti con il territorio romeno.
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