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Giulia Presutti rinuncia a Report: clamoroso dietrofront! Il motivo

La partita per il futuro di Report cambia improvvisamente direzione. Dopo giorni di tensioni, accuse incrociate e una redazione arrivata a minacciare le dimissioni collettive, una delle protagoniste della vicenda decide di sfilarsi. Una scelta maturata al termine di una giornata decisiva in Rai, destinata a riaprire il confronto sul programma simbolo dell’inchiesta televisiva italiana.

Dietro il passo indietro di Giulia Presutti non c’è soltanto una decisione personale, ma il tentativo di disinnescare uno scontro che aveva ormai coinvolto giornalisti, vertici aziendali e lo stesso Sigfrido Ranucci, estromesso dalla conduzione e pronto a dare battaglia sul piano legale.

Report divide l’Italia: inchieste scomode o cambio inevitabile?

La crisi che ha travolto Report è uscita dagli studi di Rai3 e ha finito per spaccare il Paese. Da un lato, i sostenitori di Sigfrido Ranucci parlano di un’epurazione mascherata, accusando il governo di voler indebolire una trasmissione che, con le sue inchieste, può risultare scomoda alla vigilia delle campagne elettorali. Nel mirino finiscono anche le motivazioni fornite dalla Rai, giudicate da molti insufficienti e poco trasparenti.

Sul fronte opposto, c’è chi ritiene invece che la rimozione del giornalista possa trovare una giustificazione nelle vicende emerse negli ultimi mesi: dai rapporti con Valter Lavitola, rivelatisi centrali, fino ai racconti degli incontri con alcune stagiste contenuti nel libro autobiografico dello stesso Ranucci. Due letture opposte della stessa storia, che hanno trasformato il destino del programma d’inchiesta in uno dei casi mediatici e politici più divisivi dell’anno.

Report, il passo indietro di Giulia Presutti

Il colpo di scena è arrivato nella serata di mercoledì 2 settembre. Giulia Presutti ha rinunciato alla conduzione di Report, dove avrebbe dovuto affiancare Daniele Piervincenzi dopo l’uscita di scena di Sigfrido Ranucci.

La decisione è maturata al termine dell’assemblea tra la redazione del programma di Rai3 e il direttore degli Approfondimenti Rai, Paolo Corsini. Nelle ore precedenti il clima era stato particolarmente acceso: la redazione aveva contestato apertamente la scelta dell’azienda, arrivando a prospettare un abbandono in blocco qualora la nuova conduzione fosse stata confermata.

A rendere ancora più esplosiva la vicenda erano state anche le parole dello stesso Ranucci, che aveva espresso un giudizio durissimo sui due giornalisti indicati dalla Rai, definendoli “mediocri” e sostenendo che una loro guida del programma avrebbe mortificato le professionalità costruite negli anni all’interno della storica trasmissione d’inchiesta.

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