
Una tragedia profonda ha colpito l’intera comunità locale, lasciando un segno indelebile nei cuori di parenti, amici e conoscenti. La scomparsa prematura di una madre di soli 45 anni ha trasformato il dolore individuale in un lutto collettivo che abbraccia due differenti paesi della marca trevigiana. A rendere ancora più toccante questa drammatica vicenda umana è stata la testimonianza d’amore e di dolorosa solidarietà arrivata da chi ha condiviso con lei i momenti più bui del percorso di cura. Un messaggio di addio intriso di profonda commozione, scritto da una vicina di letto del reparto ospedaliero, ha fatto emergere tutta la delicatezza e l’alchimia nate tra le pareti di una stanza d’ospedale. Si tratta di un legame speciale sviluppatosi nel tempo limitato della degenza, ma capace di resistere all’impatto devastante della malattia.
Il ricordo di Monica Sbrissa e il legame nato in reparto
La donna scomparsa si chiamava Monica Sbrissa, originaria di Riese e residente a Loria, madre affettuosa e lavoratrice stimata della cooperativa Eureka di Castelfranco. Nel corso dei lunghi mesi dedicati alle cure oncologiche presso la struttura sanitaria di Treviso, Monica ha incrociato il proprio cammino con un’altra paziente. Nonostante la condivisione dello spazio sia durata soltanto quattro giorni, tra le due donne si è creata un’empatia immediata e totale, consolidata dalla medesima fascia d’età e dalla lotta contro lo stesso tipo di male, rivelatosi purtroppo più aggressivo nel caso di Monica. Questa reciproca vicinanza ha rappresentato un punto di appoggio fondamentale per affrontare il terrore, la sofferenza fisica e lo sconforto tipici delle terapie più severe.
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