
A Palazzo Chigi ormai da record, un’opposizione che continua a fare i conti con divisioni e difficoltà di sintesi e un Paese che, dopo anni di governi dalla vita spesso breve, sembra guardare alla stabilità con occhi diversi. Il governo di Giorgia Meloni ha raggiunto il traguardo dei 1.413 giorni, superando il precedente primato del Berlusconi II e diventando il più longevo della storia della Repubblica.
Ma la longevità, da sola, non basta a spiegare il consenso. C’è chi legge la tenuta dell’esecutivo soprattutto alla luce delle difficoltà dell’opposizione nel costruire un’alternativa credibile e nel trovare una sintesi tra forze diverse; altri sottolineano invece i limiti dell’azione di governo e la distanza tra alcune promesse e i risultati raggiunti. Nel frattempo, il conto alla rovescia verso le elezioni politiche del 2027 è già cominciato: la scadenza naturale della legislatura è prevista per l’autunno del prossimo anno, anche se resta aperta l’ipotesi di un voto anticipato.
È proprio dentro questa partita, ancora tutta da giocare, che i sondaggi politici possono offrire una fotografia più concreta degli equilibri attuali. E i numeri dell’ultima settimana raccontano qualcosa di piuttosto scomodo per entrambi gli schieramenti.

Sondaggi politici, il Pd scende sotto il 21%
Il quadro che emerge dall’ultima media settimanale dei sondaggi politici è tutt’altro che statico. Le percentuali raccolte tra il 6 e il 12 settembre mostrano infatti movimenti significativi sia nell’area di governo sia nell’opposizione, con un dato che pesa più degli altri: il Partito Democratico scende sotto una soglia simbolica e rende ancora più delicato l’equilibrio del Campo Largo. Come riporta Fanpage, la fotografia nasce dall’aggregazione delle rilevazioni di diversi istituti demoscopici.
Il dato più pesante riguarda appunto il Pd, che nella media settimanale si ferma al 20,9%, scendendo per la prima volta dalla tornata delle elezioni europee sotto la soglia del 21%. Un arretramento che rischia di complicare la posizione di Elly Schlein, soprattutto perché le altre forze dell’area progressista non sembrano riuscire a compensare la flessione del principale partito.
Il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte sale infatti al 12,4%, mentre Alleanza Verdi e Sinistra resta al 6,5%. Più indietro +Europa, all’1,5%, e Italia Viva, al 2,3%. Azione si colloca invece al 3,2%. La somma delle dinamiche restituisce così un Campo Largo che appare meno incisivo proprio mentre il suo principale avversario mostra a sua volta qualche crepa.

Sondaggi politici, FdI arretra ma il centrodestra regge
Anche Fratelli d’Italia registra una battuta d’arresto. Il partito guidato da Giorgia Meloni scende al 26,7%, il livello più basso registrato dalla formazione da giugno 2024. Il dato, tuttavia, va letto insieme a quello degli alleati, perché è proprio qui che emerge una differenza rispetto al fronte opposto.
Forza Italia risale infatti al 7,5%, mentre la Lega arriva al 5,7%. Ancora più evidente è la crescita di Futuro Nazionale, la formazione guidata da Roberto Vannacci, che raggiunge il 7,6%. Una dinamica che modifica progressivamente i rapporti di forza all’interno dell’area di centrodestra. Anche precedenti rilevazioni avevano segnalato la crescita di Futuro Nazionale e la contemporanea difficoltà della Lega.
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