
Emma Bonino, protagonista per decenni della politica italiana ed europea, è stata ricordata in Campidoglio con una cerimonia laica alla presenza delle più alte cariche dello Stato e di numerosi esponenti politici. L’ultimo saluto ha riunito rappresentanti di maggioranza e opposizione, nel segno di un percorso pubblico segnato da battaglie civili e impegno istituzionale.
Dalle iniziative dei Radicali ai ruoli ricoperti nelle istituzioni nazionali e comunitarie, Bonino ha mantenuto una posizione riconoscibile su temi quali diritti delle donne, aborto, pena di morte, integrazione europea e libertà civili. Una lunga attività politica iniziata negli anni Settanta e proseguita negli incarichi da commissaria europea e ministra degli Esteri.

Funerali di Emma Bonino in Campidoglio: la cerimonia laica
Le esequie di Stato di Emma Bonino si sono svolte il 15 settembre nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, a Roma. La cerimonia è stata celebrata in forma laica, con il feretro accompagnato dalla bandiera dell’Unione Europea, richiamo all’impegno europeista che ha caratterizzato la sua carriera.
Per consentire la partecipazione anche a chi non ha potuto accedere alla sala, è stato installato un maxischermo in piazza del Campidoglio. All’esterno e all’interno del palazzo si sono raccolti cittadini, rappresentanti delle istituzioni e figure della politica italiana.
Il programma della commemorazione per la leader radicale
Ad aprire gli interventi sono state Carla Taibi, storica assistente di Bonino, e Filomena Gallo. La commemorazione ha poi previsto i discorsi di Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova, prima delle conclusioni affidate a Romano Prodi ed Enrico Letta.
Il legame tra Bonino e Letta richiama anche l’esperienza di governo dell’ex presidente del Consiglio: durante quell’esecutivo, infatti, la leader radicale ricoprì il ruolo di ministra degli Esteri, uno degli ultimi incarichi istituzionali più rilevanti della sua attività pubblica.
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