
L’incidente Venezia avvenuto nel canale di Tessera continua a essere al centro degli accertamenti della procura. Lo scontro tra un taxi acqueo e un barchino ha provocato la morte di Sean Michieli, 25 anni, deceduto successivamente in ospedale, mentre la moglie Gabriella Querino, 26 anni, risulta ancora dispersa. Parallelamente alle verifiche sull’impatto, i familiari della giovane chiedono che venga ricostruito anche quanto accaduto nelle ore precedenti.
La vicenda si è verificata all’alba, intorno alle 5.30, e presenta diversi elementi ancora da definire. Gli investigatori stanno valutando la dinamica della collisione, le condizioni di visibilità lungo il canale e le dichiarazioni rese dalle persone coinvolte o presenti dopo l’incidente. L’obiettivo è stabilire con precisione come i due mezzi siano entrati in contatto e quali circostanze abbiano preceduto il drammatico episodio.
Per l’accaduto è indagato per omicidio nautico un tassista veneziano di 38 anni, alla guida del mezzo che ha urtato il barchino sul quale viaggiavano i due coniugi. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio necessario per consentire gli approfondimenti tecnici e garantire le tutele previste dalla legge, mentre l’inchiesta procede per chiarire ogni responsabilità.
Secondo la ricostruzione riferita dal conducente, il barchino sarebbe comparso improvvisamente dopo l’isola di Tessera, tagliando la rotta del taxi. L’uomo sostiene inoltre che la sua imbarcazione fosse illuminata e di non avere invece notato luci provenienti dal natante più piccolo. Si tratta di aspetti che dovranno essere verificati attraverso gli accertamenti disposti dalla magistratura e le testimonianze raccolte nelle prossime ore.

La versione del tassista dopo lo scontro
Il 38enne, assistito dagli avvocati Stefania Pattarello, Augusto Palese e Jacopo Molina, ha descritto quanto sarebbe avvenuto nei momenti immediatamente successivi alla collisione. Nelle sue dichiarazioni, l’uomo ha riferito di essersi fermato non appena avvertito l’urto e di avere chiesto aiuto ai soccorsi.
«Io lei non l’ho vista. Non ho visto il barchino in canale, ho solo sentito il colpo. Mi sono fermato subito, ho guardato cos’era successo: c’era la barca che stava affondando, c’era il ragazzo ferito, e infatti ho chiamato immediatamente il 118, ho chiesto cosa dovevo fare. Ma Gabriella non l’ho vista».
Il racconto del tassista costituisce uno degli elementi che saranno messi a confronto con i rilievi e con le dichiarazioni degli altri soggetti coinvolti. Per l’indagato sono stati disposti gli esami tossicologici, mentre sul corpo di Sean Michieli è prevista l’autopsia. Gli esiti degli accertamenti potranno offrire ulteriori dati utili alla ricostruzione della tragedia.
Al momento, la procura sta procedendo su più fronti: dalla verifica della posizione dei mezzi nel canale all’analisi delle condizioni in cui si è verificato l’impatto. Resta da chiarire se l’illuminazione delle imbarcazioni, la visibilità e le rispettive traiettorie possano avere avuto un ruolo nella sequenza che ha preceduto lo scontro.
I soccorsi nel canale di Tessera
Dopo avere fermato il taxi acqueo, il conducente avrebbe allertato il 112. In base a quanto riferito, avrebbe spento i motori e, seguendo le indicazioni ricevute dall’operatore, avrebbe affidato a un collega di passaggio i clienti americani che si trovavano a bordo del taxi. La procedura avrebbe consentito di concentrarsi sulla situazione nel punto dell’incidente in attesa dell’arrivo dei soccorsi.
Il barchino, dopo l’urto, è finito sott’acqua. Sean Michieli è stato soccorso ferito, ma è morto in ospedale. Di Gabriella Querino, invece, non è stata ancora trovata traccia. Le ricerche proseguono senza risultato e rappresentano uno degli aspetti più delicati dell’intera vicenda.
La pm Daniela Moroni sentirà i due tassisti che sarebbero transitati nella zona e la coppia di turisti stranieri presente sul taxi acqueo. Le loro testimonianze potranno essere importanti per definire la cronologia dei soccorsi e fornire elementi sulla visibilità nel canale, sulla presenza del barchino e sulle fasi immediatamente precedenti e successive all’impatto.
Ogni dichiarazione sarà valutata insieme agli elementi materiali disponibili. In casi di questo tipo, la ricostruzione richiede il confronto tra le versioni dei testimoni, i rilievi eseguiti sul posto e gli approfondimenti tecnici ordinati dall’autorità giudiziaria. La situazione resta quindi in evoluzione.
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