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Miracolo di San Gennaro, colpo di scena in chiesa: fedeli senza parole

Quando le tradizioni millenarie e il fervore popolare si intrecciano con i drammi della contemporaneità, un intero popolo si ritrova unito in un abbraccio collettivo carico di attesa, speranza e profonda devozione. Tra gli sguardi commossi di migliaia di fedeli, le preghiere sussurrate nell’oscurità delle navate e i solenni rituali che scandiscono il tempo della fede, la comunità civile e religiosa si è stretta attorno a uno dei suoi simboli più identitari. Un momento di altissima intensità spirituale che ha saputo trasformare un antico prodigio nel punto di partenza per un grido accorato contro le barbarie e le sofferenze del nostro tempo.

Si è ripetuto oggi, 19 settembre 2026, alle ore 10.04, il prodigio della liquefazione del sangue nel Duomo partenopeo. L’arcivescovo, cardinale Domenico Battaglia, ha esposto le ampolle ai fedeli mostrando il liquido apparso subito sciolto. Pochi secondi prima delle ore 10 l’abate monsignor Vincenzo De Gregorio, prelato della Real Cappella del Tesoro e custode delle reliquie, ha prelevato l’ampolla avviando la processione fino all’altare, tra gli applausi e il festoso sventolio di fazzoletti bianchi.

La conferma è arrivata dalle parole dello stesso Vincenzo De Gregorio: «Il santo protettore ci dà il segno della sua presenza nella nostra comunità. Il sangue è sciolto». Un momento solenne accompagnato anche dal tifo spontaneo di una fedele che ha esclamato: «San Gennà, sì gruosso!».

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