
Nuovi elementi si aggiungono all’inchiesta sulla morte di Beatrice, la bambina di due anni deceduta a Bordighera lo scorso 9 febbraio. Nel corso di un’audizione protetta, la sorella maggiore della piccola ha riferito agli inquirenti un quadro familiare segnato, secondo il suo racconto, da paura e presunti episodi di violenza ripetuta. Le dichiarazioni sono ora al centro degli accertamenti coordinati dalla Procura di Imperia.

L’audizione protetta davanti al pubblico ministero
La testimonianza della ragazzina è stata raccolta davanti al pubblico ministero Veronica Meglio e risulta acquisita agli atti dell’indagine. Il contenuto dell’audizione, riportato da La Stampa, riguarda la quotidianità vissuta dalla bambina e dalle sorelle all’interno dell’abitazione. La giovane testimone ha parlato di una condizione che avrebbe reso Beatrice particolarmente impaurita, soprattutto alla presenza del compagno della madre.
Secondo quanto riferito, il pianto della bimba sarebbe stato frequente e avrebbe coinciso con momenti di ulteriore tensione. La sorella maggiore ha dichiarato: “Certe cose poi accadevano anche con la mamma che picchiava Bea, magari Emanuel iniziava e la mamma continuava. Cioè era un continuo picchiarla e Bea quando vedeva questo Emanuel aveva il terrore, aveva paura”. Nel verbale, la ragazza ha aggiunto: “Perché aveva quella cosa che ormai la picchiavano anche senza motivo”.
Madre e compagno detenuti per maltrattamenti aggravati
Per la vicenda sono detenuti la madre di Beatrice, Emanuela Aiello, e il suo compagno, Emanuel Iannuzzi. Entrambi sono accusati di maltrattamenti aggravati. L’inchiesta dovrà stabilire quali siano stati i singoli comportamenti, la loro eventuale continuità e il collegamento con la morte della bambina. Le contestazioni restano al vaglio della magistratura e gli accertamenti proseguono per ricostruire con precisione tempi, circostanze e responsabilità.